mercoledì 1 aprile 2009

Miserabile Italia: clandestina denunciata dai medici dopo il parto al Fatebenefratelli.


Un fax alla polizia contro una madre clandestina della Costa d'Avorio. Ma la contestata legge non è ancora in vigore

di Conchita Sannino

da "Repubblica" ed. Napoli del 31.3.09

Ora Abou sorride in una culla povera, dentro le case-alveare per immigrati clandestini o regolari di Pianura. È un neonato nero che non sa di avere ventisei giorni di vita e, alle spalle, già un'amara esperienza del mondo. Abou è il volto di un caso politico e sociale. Forse la prima volta in Italia in cui una norma - quella voluta dalla Lega nel pacchetto sicurezza, quella che invita i medici a denunciare i pazienti senza permesso di soggiorno: ma a tal punto controversa da avere spaccato persino i compattissimi deputati del Pdl - è stata applicata prima ancora di diventare tale. La storia di Abou e di sua madre Kante è il percorso sofferto di tante vite clandestine, costantemente in bilico tra vita e disperazione, morte e rinascita. Kante è vedova di un uomo ucciso, quattro anni fa, dalla guerra civile che dilania la Costa d'Avorio e la sua città di Abidjan. Rifugiatasi in Italia nel 2007, inoltra subito richiesta di asilo politico, che le viene negato due volte: e attualmente pende il ricorso innanzi al Tribunale di Roma contro quella bocciatura.
Intanto, stabilitasi a Napoli, Kante si innamora di un falegname di Costa d‘Avorio, resta incinta, si fa curare la gravidanza difficile presso l'ospedale San Paolo, con sé porta sempre alcuni documenti e la fotocopia del passaporto, trattenuto in questura per un'istanza parallela di permesso di soggiorno, non ancora risolta.Quando - il 5 marzo scorso - Kante arriva all'ospedale Fatebenefratelli per partorire il suo bimbo ("al San Paolo non c'era un posto"), dal presidio sanitario scatta un fax verso il commissariato di polizia di Posillipo che chiede "un urgente interessamento per l'identificazione di una signora di Costa d'Avorio". Ovvero: la denuncia. Esattamente ciò che la contestatissima norma - voluta dalla Lega nell'ambito del pacchetto sicurezza, e già approvata al Senato - chiede.

domenica 22 marzo 2009

Una buona notizia: Roccabascerana interamente sotto copertura ADSL


Finalmente una buona, anzi un'ottima notizia: a breve tutti i Cittadini di Roccabascerana potranno usufruire del servizio ADSL, finora limitato alle sole località di Rocca, Tuoro e Tufara Valle. La conferma è arrivata venerdì scorso via mail dal Responsabile Area Sud di Telecom.

Ecco il testo completo della lettera:

Egr. dott. Testa
Le comunico che, grazie ad uno sforzo operativo non indifferente, le attività realizzative propedeutiche all’attivazione del servizio ADSL nel comune di Roccabascerana, si sono concluse in data odierna. Tenendo conto dei tempi che, per disposizione dell’Authority, devono trascorrere tra il collaudo tecnico e l’usufruibilità del servizio, ritengo che l’ADSL dovrebbe risultare vendibile entro fine mese.
Distinti saluti,

Technology
Network Operation Area Sud
Responsabile

martedì 17 marzo 2009

lunedì 9 marzo 2009

Un tasto “RESET” per l’Irpinia che rischia.


Quale scenario dobbiamo immaginare per l'Irpinia se alle prossime elezioni provinciali dovesse prevalere la destra berlusconiana? Non è difficile ipotizzare quello che potrebbe succedere nella nostra Provincia. Del resto sono gli stessi elettori di destra a conoscere la strategia che Berlusconi attua quando “conquista” un territorio ed “insedia” i suoi “luogotenenti”. E' accaduto in Sardegna. Tutti conoscevano le mire del Cavaliere su questa splendida Isola. E, all'indomani della vittoria di Cappellacci, il governo incassa il primo "sì" convinto della Regione all’avvio della più grande speculazione edilizia di tutti i tempi, con la scusa della crisi. Un altro esempio ci viene proprio dall’Irpinia. Come hanno reagito infatti i nostri numerosi parlamentari di centro-destra (ben otto) di fronte l'enorme "scippo" che si è fatto con l’esclusione dell’Irpinia dal riparto dei fondi CIPE? Con il silenzio e rinnovata fedeltà al re! Potrebbe un presidente-suddito della Provincia di Avellino reagire, ad esempio, di fronte alla decisione del governo nazionale di portare ad Avellino tutta la "munnezza" d'Italia? Quale Cappellacci di turno in Irpinia potrebbe mai rifiutarsi di accettare a capo chino l’esclusione della Provincia da investimenti per lo sviluppo e la realizzazione di importanti infrastrutture, così come già hanno fatto i nostri otto parlamentari di destra?
E’ appunto questo l’unico scenario ipotizzabile in Irpinia di fronte alla deriva di destra.
Eppure c’è da chiedersi come sia possibile che la nostra Provincia, storico baluardo progressita, rischi oggi concretamente di diventare l’ennesimo feudo berlusconiano. E se il rischio è concreto, allora perché viene ignorato? E da chi? Lo ignorano i cosiddetti demitiani, i quali probabilmente si ritroveranno nelle fila de(gl)i (as)soldati di sua maestà il Cavaliere, senza neanche accorgersene (dipende infatti da come il loro leader deciderà all’ultimo momento). Lo ignorano coloro i quali, rifiutandosi di deporre le armi e mettere fine ad una vergognosa ed orrenda guerra civile che si combatte ad Avellino e Provincia da oltre un anno, rinunciano a contrastare insieme il nemico comune che avanza. Lo ignorano certamente gli amministratori provinciali uscenti, i quali si accapigliano per una poltrona virtuale e non si rendono conto che bisogna vincerle, le elezioni, per sedere su quelle poltrone! Tali personaggi ignorano che è sempre più folto l’esercito di coloro che non andranno a votare, o che voteranno a destra perché schifati dalle beghe di palazzo di questo “torpido” Centro-Sinistra.
Complice la crisi, è vero, ma primo responsabile resta il fallimento di quei presìdi-simbolo del progetto di Centro-Sinistra, come la Provincia e la Regione Campania. O ignoriamo anche questo? Se la Provincia cade, poco importa di chi sia la colpa. Per l’elettore-esule (così descrive l’astensionista di centro-sinistra Ilvo Diamanti) è il Centro-Sinistra che ha fallito e capro espiatorio resta chi è a capo di quella coalizione, anche se ha operato bene.
Per riconquistare gli esuli, i gruppi dirigenti del Pd dovrebbero rinunciare ai giochi di palazzo, a parlar di se stessi per "parlare nuovamente alle persone", come ha scritto Michele Serra. Qualcuno suggerisce di copiare una politica di un noto estremista, Barack Obama. Ma forse anche meno, secondo Diamanti. Basterebbe una politica. E la ricetta per superare questo empasse in Provincia di Avellino? Obama con Hillary Clinton ci insegna che ha volte bisogna fare un po’ d’autocritica. I nemici di sempre (di sempre?) forse non sono così “canaglia” come li abbiamo dipinti. Riflettiamo e corriamo ai ripari. Anche per l’Irpinia dunque un tasto “RESET”, nell’interesse di tutti, nell’interesse della Democrazia.

domenica 8 marzo 2009

Caudina: Testa spinge per la Città dei Servizi

Dal "Corriere dell'Irpinia" dell'otto marzo 2009

sabato 7 marzo 2009

Gli esuli a volte ritornano

di Ilvo Diamanti

(da "Repubblica" del 4.3.09)

Venire definiti e definirsi "esuli" può servire a dichiarare il desiderio - e il diritto - di tornare. Di rientrare in patria. Non tanto nel Pd: ma nella società civile. D'altra parte, come scrive un lettore: "Oggi sono trasparente ai sondaggi ma aspetto di poter votare e di sicuro esprimerò il mio voto". Questo è un altro aspetto che ricorre in alcuni messaggi: solo una quota limitata degli esuli è fatta di astensionisti patologici. Pochi, peraltro, hanno cambiato voto, a favore dell'IdV. In maggioranza sono, invece, votanti "potenziali". Potrebbero votare ancora. Alcuni lo faranno di certo. Come annota un altro (e)lettore: "Il quadro degli ex-democratici descrive alla perfezione ciò che provo io (...) in questo periodo. L'unica cosa che faccio di diverso è votare ancora per il PD, tanto per arginare un po' la frana. Ma senza speranza. Il cuore però è sempre pronto a risollevarsi, nessun fuoco sul camino è mai completamente spento. Si deve solo soffiare sotto nel posto giusto" (...)
Alle elezioni del 2006 lo schieramento di centrosinistra, l'Unione, conquistò la maggioranza. O forse no: pareggiò. Ciò significa, però, che in quel referendum pro o contro Berlusconi - come avviene in ogni elezioni dal 1994 ad oggi - metà del paese, di questo paese votò contro. E che metà degli italiani è, quindi, "potenzialmente" all'opposizione. Metà. Oggi, se i sondaggi dicessero il vero - e spesso non è così - le forze di opposizione, tutte insieme, raggiungerebbero il 35-37%: 13 punti percentuali e circa 5 milioni di voti in meno. In questa cifra il problema. Il vuoto, ma anche lo spazio intorno a chi vorrebbe un'Italia politica (e non solo politica) diversa. (...)
In passato, nella prima Repubblica - e per quasi cinquant'anni - il 40% dei cittadini è stato all'opposizione senza possibilità di diventare maggioranza. Ma senza mai sentirsi straniera. E senza mai perdere la speranza. Allora, però, i partiti offrivano valori, identità, organizzazione, socializzazione. E ciò garantiva appartenenza, senso. Cittadinanza. Oggi non è più così. Anche se non si può dire che gli elettori del Pd non abbiano espresso il lor sostegno a questo progetto. Visto il risultato elettorale di un anno fa. Vista la grande partecipazione che ha caratterizzato le primarie. Semmai, il problema sta nello scarto fra un investimento tanto generoso e una risposta altrettanto povera. Da ciò la delusione, la secessione silenziosa. Per ri-conquistare gli esuli, i gruppi dirigenti del Pd dovrebbero rinunciare ai giochi di palazzo, a parlar di se stessi per "parlare nuovamente alle persone", come ha scritto Michele Serra. "Basterebbe una politica copiata da un noto estremista. Barack Obama", conclude un altro lettore. Ma forse anche meno. Una politica.

domenica 1 marzo 2009

"Anche il nostro Comune nel Parco"

di Giusy Iachetta


(da "Ottopagine del 1.3.09)

giovedì 26 febbraio 2009

Napoli, chiuse indagini su Mastella: Per l'ex ministro sette ipotesi di reato


Da "Il Mattino" del 25.2.09

La prima accusa ipotizzata è di concussione in concorso con il consuocero Carlo Camilleri, esponente campano del partito, e gli ex assessori regionali Luigi Nocera e Andrea Abbamonte per aver costretto, secondo i pm il presidente della Regione Antonio Bassolino ad assicurare la nomina a commissario dell'Area di sviluppo industriale di una persona designata da Mastella.

Un altro episodio di presunta concussione si riferisce ai tentativi di costringere il dirigente di una Asl a concedere appalti, posti di lavoro e incarichi dirigenziali a appartenenti all'Udeur: per tale vicenda risultano indagati Mastella, la Lonardo (unico capo di imputazione contestato al presidente del consiglio regionale), il capogruppo regionale Udeur Fernando Errico, il consulente legale della Lonardo, Felice Casucci, il consigliere regionale Nicola Ferraro e l'assessore Abbamonte.

Abuso di ufficio e rivelazione di segreto di ufficio: l'accusa è contestata a Mastella, Ugo Di Maio, presidente di sezione del Tarr Campania, e a due presunti istigatori, Francesco Trusio e Vincenzo Lucariello. L'accusa si riferisce a un presunto interesse per un ricorso al Tar. Mastella è inoltre indagato per due presunti abusi di ufficio per presunte irregolarità a vantaggio di una Comunità montana. Il leader dell'Udeur è inoltre accusato di concussione per la nomina di un esponente locale del partito ad assessore ai lavori pubblici del comune di Cerreto Sannita.

mercoledì 18 febbraio 2009

Le dimissioni di Walter Veltroni: Responsabilità collettiva

di MASSIMO GIANNINI

Da "La Repubblica" del 17.2.09

La scelta di Walter Veltroni è dolorosa, ma anche doverosa. Da troppi mesi il Pd si dibatte in una crisi tormentata e complessa, che investe il suo profilo politico, i contenuti della sua piattaforma programmatica, la forza della sua leadership, e soprattutto il suo rapporto con l'opinione pubblica.
Il voto di ieri, e le dimissioni del segretario, sono solo l'epilogo di una crisi d'identità che era già contenuta nel risultato delle elezioni del 13 aprile di un anno fa, e che si è ulteriormente aggravata prima con la sconfitta in Abruzzo, ora con la disfatta in Sardegna.
Prima che la casa bruci, e che del Pd non restino altro che macerie, Veltroni ha fatto la cosa giusta: si è fatto da parte, con una mossa che tuttavia chiama in causa, per un'assunzione di responsabilità collettiva, l'intero gruppo dirigente che in questi mesi ha gestito il partito insieme a lui, o lo ha sabotato nei corridoi.
Anche per questo, un congresso straordinario oggi è una scelta irrinunciabile, per ridefinire il progetto e scegliere un nuovo leader, finalmente in una competizione a viso aperto e a tutto campo. Altre vie d'uscita da questo vicolo cieco non ce ne sono.
L'errore più drammatico, per il Pd, sarebbe quello di tirare a campare all'insegna, ancora una volta, di un falso unanimismo. O peggio ancora, quello di tornare indietro, di rinunciare all'idea del partito unico e di tornare alla vecchia distinzione Ds-Margherita.
Sarebbe un dramma, non solo per i destini del centrosinistra ma per il futuro del bipolarismo italiano.

sabato 14 febbraio 2009

Europee, Mastella candidato PdL


Da Repubblica del 14.2.09

Il comunicato. Il Popolo della Libertà e l'Udeur fanno sapere in un comunicato congiunto di aver sottoscritto un'intesa strategica "che parte dalle prossime elezioni comunali e provinciali che si terranno a giugno, per proseguire poi in un cammino fatto di programmi e scelte condivise, con l'obiettivo di imprimere, nel solco di una rinnovata cultura bipolare, una svolta vera alle imminenti consultazioni elettorali" (...). "La stessa collocazione all'interno del Ppe comporta la candidatura del segretario dell'Udeur Clemente Mastella alle prossime elezioni europee, nelle liste del Pdl". "Oggi - conclude il comunicato - si apre una rinnovata stagione politica, foriera di importanti novità, che ricadranno positivamente sui cittadini della Campania".

L'orgia del potere

di Marco Damilano

da "L'Espresso" del 13.2.09






Quindici anni fa Berlusconi era solo un outsider senza nessuna dimestichezza con i delicati meccanismi dello Stato. Oggi Berlusconi è un leader potente come nessun altro negli ultimi sessant'anni. Governa con una maggioranza docile a ogni volere, a colpi di fiducia: l'ultimo al Senato, sul decreto milleproroghe, pochi minuti dopo la discussione sul testamento biologico. E con l'opposizione del Pd incerta e divisa a ogni passaggio. Perfino in Mediaset torna a dettare la linea, eliminando le tradizionali foglie di fico professionali e politiche che nel corso dei decenni hanno garantito il volto pluralista della televisione berlusconiana: la sera del 9 febbraio, mentre a Udine si era appena consumata la fine di Eluana, i vertici Mediaset hanno preso atto delle dimissioni di Enrico Mentana dalla direzione editoriale e hanno sospeso 'Matrix'. Uno strappo clamoroso con il primo direttore del Tg5, commentato gelidamente dal premier: "Meglio così, non voglio una primadonna, meglio liberarci di chi non capisce le nostre esigenze". Largo a Maurizio Belpietro, Emilio Fede, Clemente Mimun, Giorgio Mulè, che le esigenze del premier le conoscono alla perfezione. E nella fascia oraria di seconda serata lasciata libera da 'Matrix' resterà su RaiUno senza più concorrenza, in beata solitudine, il sempre affidabile (per il premier) Bruno Vespa (Leggi l'articolo).

domenica 8 febbraio 2009

"Il comune non è sicuro"

da "Ottopagine" del 7 febbraio 2009
di Giusi Iachetta

sabato 7 febbraio 2009

"Non lo farò mai!"


Se a qualcuno interessa conoscere la mia opinione a proposito dell'incitamento alla delazione che il governo (che ci meritiamo?) chiede ai medici italiani, semplicemente dico che non lo farò mai! Mi rifiuterò di denunciare quei pazienti che si rivolgeranno a me perchè in stato di necessità, indipendentemente dall'età, dal sesso, dalle inclinazioni politiche e sessuali, dal colore della pelle o dalla religione che professano e, soprattutto, indipendentemente dalla nazione di provenienza! Non venderò mai quel bambino, quella donna o quell'uomo che affiderà a me la sua salute, la sua vita e la sua dignità di bambino, di donna o di uomo libero.
Che il governo faccia ammenda ancora una volta e si vergogni seriamente, una volta tanto.

Congo, l'inferno nel nostro corpo


Dal "Corriere della Sera" del 6.2.09

di Emanuela Zuccalà



«Devo proteggermi» sussurra l’uomo in camice bianco. «Ho imparato a essere insensibile per poter curare pazienti che perdono urina e materia fecale dopo che lo stupro di gruppo le ha lacerate. Donne torturate con bastoni, coltelli, baionette esplose dentro i loro corpi rimasti senza vagina, vescica, retto (...)
Cinque milioni di morti dal ’98 al 2002, nel conflitto più sanguinoso del globo dopo la seconda guerra mondiale. Poi i ribelli impazziti, i villaggi cancellati, la missione dell’Onu Monuc - la più imponente, con 17 mila caschi blu - capace solo di contare i morti dopo battaglie sbrigativamente attribuite a faide etniche e che invece mirano al controllo di immense e maledette ricchezze minerarie: oro, tantalio, diamanti. Lo stupro, qui, è l’arma affilata di una guerra che da tempo ha perduto la linea del fronte (...)
Agnès è un raggio di luce: 33 anni, sei figli, l’ultimo nato dallo stupro. Rapita vicino al campo con altre nove, legata e bendata dall’alba al tramonto, gettata tra i banani come spazzatura. Non riesco a non chiederle cosa prova per questo neonato paffuto, che per sempre le ricorderà la tortura. Lei sgrana gli occhi allungati: «Devi capire, è il mio bambino. L’ho chiamato Chance affinché, almeno lui, abbia la fortuna di conoscere un mondo migliore»

venerdì 6 febbraio 2009

Questa è la Lega che il Gesualdo ha applaudito lunedi scorso

Gentilini choc a Venezia
"Vadano a pisciare nelle moschee"

dalla "Tribuna di Treviso" del 2.10.08

Interrotto da applausi scroscianti e urla da parte dei militanti padani, lo sceriffo del Carroccio è stato tra i politici leghisti più applauditi insieme a Umberto Bossi. Berretto verde in testa e, forse, un insolito canovaccio per il suo discorso piazzato sotto il microfono, Giancarlo Gentilini si è scatenato prendendosela soprattutto con gli immigrati, il diritto di voto per gli extracomunitari e la libertà di culto. Di moschee, a Treviso, Gentilini non vuole nemmeno sentir parlare. Come pure di pensioni per gli immigrati.

"Se Maroni ha detto tolleranza zero, io voglio la tolleranza doppio zero. Voglio la rivoluzione contro le televisione i giornali che infangano la Lega. Prenderò dei turaccioli per ficcarli in bocca e su per il c... a quei giornalisti (...)
Voglio la rivoluzione contro quelli che vogliono aprire le moschee e i centri islamici. Qui comprese le gerarchie eclesiastiche, che dicono: lasciamoli pregare. No Vanno a pregare nei desertiiiii Aprirò una fabbrica di tappeti per darglieli ma che vadano a pregare nel deserto. Bastaaaaaa Ho scritto anche al Papa: Islamici, che tornino nei loro paesi. Voglio la rivoluzione contro la magistratura. Ad applicare le leggi devono essere i giudici veneti (...)
Voglio la rivoluzione contro chi vuole dare la pensione agli anziani familiari delle badanti extracomunitarie. Sono denari nostriiiiii E io me li tengo. Questo è il vangelo di Gentilini: tutto a noi e se avanza qualcosa agli altri... Ma non avanzerà niente (...)
Ho scritto al presidente della Repubblica che bisogna dare un riconoscimento all'usciere di Ca' Rezzonico che ha vietato l'ingresso alla donna islamica. Io voglio la rivoluzione contro chi dice che devo mangiarmi la spazzatura di Napoli. Io la prendo e la macino e poi se la devono mangiare loro perché sono loro che l'hanno prodotta Io non lo tollero...Io voglio la rivoluzione contro chi vorrebbe dare il voto agli extracomunitari. Non voglio vedere neri, marroni o grigi che insegnano ai nostri bambini. Cosa insegneranno, la civiltà del deserto? Il voto spetta solo a noi. Ho bisogno del popolo leghista.
Queste sono le parole del vangelo secondo Gentilini. Ho bisogno di voi. Statemi vicini. Non voglio vedere questa gente che gira di giorno e di notte. Un abbraccio a tutti, viva la Lega".

La nuova civiltà dell'odio


di GIUSEPPE D'AVANZO

da "Repubblica" del 6 febbraio 2009

Quel che è accaduto al Senato con l'approvazione delle nuove leggi per la sicurezza è elementare nella sua barbarie. Per un atto di ossequio politico ai desideri xenofobi della Lega, si sono dichiarati inattuali e fuori legge i diritti degli uomini, delle donne, dei bambini che non sono nati qui da noi, che non sono cittadini italiani; che non hanno il permesso di soggiorno anche se nati in Italia; che non vivono in una casa ritenuta igienicamente adeguata dal sindaco; che non conoscono l'italiano; che stanno come una mosca sul naso della "guardia nazionale padana" (ora potrà collaborare con le polizie). La notizia è allora questa: le nuove leggi inaugurano una nuova stagione della civiltà del nostro Paese (...)
Nemmeno i bambini potranno curarsi in un ospedale pubblico senza essere denunciati (abolito il divieto di denuncia per i medici) (...)
E' una deriva coerente con quanto il governo Berlusconi e la sua destra ci hanno mostrato in questi mesi. L'indifferenza per l'universalità dei diritti della nuova legge si connette alla distruzione della funzione parlamentare, prepara la dipendenza della funzione giudiziaria, annuncia la fine della separazione dei poteri. Lo scambio tra Berlusconi e Bossi è manifesto anche per chi non ha voglia di vederlo o fronteggiarlo. Alla Lega, federalismo e leggi xenofobe contro i non-cittadini. Al Capo, la vendetta sulla magistratura e la concentrazione del potere. Così, passo dopo passo, legge dopo legge, la nostra democrazia liberale cambia pelle per diventare democrazia autoritaria (...)
Anche chi volesse ignorare tutto questo dovrebbe fare i conti con una constatazione concreta. Le nuove leggi di uno Stato punitivo e "cattivo", come piace dire al ministro dell'Interno Maroni, consegneranno una massa crescente di non-cittadini migranti a organizzazioni criminali che si occuperanno del loro alloggio, dei loro risparmi, finanche della loro salute rendendo più insicuro e fragile il Paese. è un'illusione - e sarà presto un pericolo - credere che "noi" cittadini possiamo negare ogni riconoscimento, anche di una nuda umanità, a "loro", ai non-cittadini. Questa strategia persecutoria per quanto tempo credete che sarà accettata in silenzio? Il nostro Paese, già diviso da ostinate contrapposizioni domestiche, non ha bisogno anche di conflitti razziali.

giovedì 5 febbraio 2009

mercoledì 28 gennaio 2009

Per non dimenticare



Non solo per non dimenticare le milioni di vittime trucidate dai Nazisti nei campi di sterminio, ma per ricordare che simili atrocità possono ripetersi in qualunque epoca e in ogni civiltà. L'indifferenza non deve prevalere sull'indignazione di fronte anche a singoli episodi di intolleranza. E' quanto è emerso nel corso della manifestazione che si è svolta ieri presso la scuola media di Roccabascerana, alla presenza degli alunni di tutte le classi del nostro Istituto comprensivo.
"Non restiamo indifferenti - ha detto chi scrive ai presenti - quando vengono pronunciate parole di intolleranza, anche (e soprattutto) se chi parla è un ministro della Repubblica. Nel 1938 in Italia furono pronunciate parole e promulgate leggi che inneggiavano l'odio razziale. E' stata l'indifferenza di molti di fronte a quelle parole e a quelle leggi a causare quell'immane tragedia, l'Olocausto, che oggi noi abbiamo il dovere di ricordare perchè non accada mai più".
Un doveroso ringraziamento alla Dirigente Scolastica e agli Insegnanti dell'Istituto Comprensivo di Roccabascerana che hanno reso possibile questa bellissima manifestazione.

domenica 25 gennaio 2009

Presto la TV digitale anche a Roccabascerana


In seguito alle segnalazioni dei cittadini di località Vernilli e Squillani che lamentavano la mancanza di segnale RAI in quella parte di territorio immediatamente al di sotto dell'imponente ripetitore RAI del Monte Colonna, l'Amministrazione Comunale, nella persona di chi scrive, si immediatamente attivata per sollecitare un intervento urgente al fine di risolvere il problema. La risposta dell'Azienda RAI non si è fatta attendere. Sono stati infatti effettuati dei sopralluoghi presso le abitazioni di utenti di Cassano, Vernilli e Squillani. I tecnici hanno rilevato che molti utenti di Vernilli e Squillani avrebbero orientato le antenne "verso il ripetitore di Airola con il risultato di una peggiore e cattiva ricezione dovuta alla non visibilità dell'impianto scelto". "In ogni caso - spiega il responsabile RAI - con l'avvento della conversione dei segnali televisivi in Campania da analogici a numerici, da effettuarsi nel secondo semestre del corrente anno, tale problema sarà risolto". L'alternativa è "un intervento sul sistema radiante al fine di migliorare l'irradiazione nelle zone di sofferenza". Dunque, secondo la RAI, se non vogliamo modificare l'orientamento delle antenne, dovremo attendere il segnale TV in digitale, presto disponibile sull'intero territorio comunale.

venerdì 23 gennaio 2009

Uno squillanese nel comitato provinciale della Costituente di Centro


Battesimo irpino per la costituente di centro.
Questa sera sono stati resi noti i nomi dei componenti del comitato provinciale. Spiccano nel neoeletto comitato, formato da ben 133 persone (praticamente i demitiani irpini al completo), i nomi dei De Mita e degli Abate, mentre, come sempre nei momenti difficili di Nusco, riemerge dall'oblio il solito Rino la Pietra. Unica nota stonata, in questo gattopardiano valzer di nomi, l'assenza di Aurelio Rossi, che - evidentemente - come molti altri, non ha apprezzato la recente svolta a destra dell'ex potente irpino. Una gradita sorpresa è invece la nomina di Roberto Del Grosso, nostro concittadino di Squillani, a componente di questo illustre comitato. A lui vanno i saluti e gli auguri per una (migliore) collaborazione con il suo Mentore di sempre.
L'elenco completo dei 133 (fonte: IRPINIANEWS)

sabato 17 gennaio 2009

La lite con Fini costa a Berlusconi 5 punti


Dal "Corriere della Sera" del 16.1.09

di Francesco Verderami

Cinque punti in meno nell'indice di gradimento, tutti in un colpo, come accade nelle giornate nere di Wall Street. Chissà se Berlusconi è rimasto stupito nel leggere quei dati, o se vi ha scorto la conferma dei suoi timori: perché un conto sono le liti sui provvedimenti di governo, dove il confronto inevitabilmente precede la mediazione; altra cosa sono invece le polemiche verbali, i diverbi fini a se stessi. Sui primi l'opinione pubblica è disposta a concedere fiducia, infatti il Cavaliere per mesi ha potuto registrare consensi bulgari. Ma da un paio di settimane gli screzi nella maggioranza sono diventati quotidiani, finendo per intaccare l'immagine del premier. (continua)

Gli immigrati: "Allah è grande"


E a Casal di Principe dicono: "Si respira un´aria nuova"
di Raffaele Sardo

da Repubblica (ed. Napoli) del 15 gennaio 2009

«Allah Akbar! Allah Akbar!». «Dio è grande! Dio è grande!». Gridano e si inginocchiano in direzione della Mecca, due ragazzi nordafricani quando sentono della cattura di Giuseppe Setola. Sono con altri tre immigrati proprio nelle vicinanze della sartoria, al chilometro 43 della Domiziana, dove il 18 settembre scorso, un commando di camorristi, guidato da Setola, uccise sei ghanesi. «Nessuno dei nostri amici doveva morire - ripete come una cantilena uno di essi - non è stato giusto, non è stato giusto».
(...) Aria di soddisfazione tra le associazioni che preparano la giornata della memoria e dell´impegno insieme all´associazione Libera, che quest´anno avrà luogo il 19 a Casal di Principe, a quindici anni dalla morte di don Giuseppe Diana, e il 21 marzo a Napoli. Ieri, c´era il via ufficiale alla preparazione dell´evento con l´accensione della "Fiaccola della legalità" nella scuola elementare di San Marcellino. «Non poteva iniziare meglio di così», è stato uno dei commenti. L´iniziativa si è svolta alla presenza dei familiari di Angelo Riccardo. Un giovane testimone di Geova che il 21 luglio del 1991 venne ucciso mentre transitava in auto per il corso di San Cipriano d´Aversa. Alla cerimonia c´erano le nipoti del giovane ammazzato dalla camorra.
In seguito a quell´episodio don Giuseppe Diana scrisse il documento "Per amore del mio Popolo". La fiaccola girerà in undici scuole della provincia di Caserta e in ogni scuola verrà adottata una vittima della camorra, per fare memoria di ciò che è stato e per impedire che avvenga di nuovo. In serata, poi, questo sms ha fatto il giro di tantissimi telefonini: «Un grande giorno per il nostro territorio e un grazie immenso alle forze dell´ordine».(continua)
Nella foto: don Giuseppe Diana

L'ing. Bruno De Nisco sostituisce l'assessore Principe

Dal "Corriere dell'Irpinia"
del 17 gennaio 2009

venerdì 16 gennaio 2009

Avvicendamento nell'ufficio tecnico del Comune di Roccabascerana

Siglata dai Comuni di Santa Paolina e Roccabascerana l'intesa per un rapporto di collaborazione tra gli uffici tecnici dei due comuni. L'assessore Giuseppe Principe lascia la responsabilità del settore tecnico per sopraggiunti impegni personali. Si avvicenda con l'ing. Bruno De Nisco, che ricoprirà a scavalco il ruolo di Responsabile dell'ufficio tecnico di entrambi i Comuni.
All'ing. Bruno De Nisco i migliori auguri di buon lavoro.

mercoledì 14 gennaio 2009

lunedì 12 gennaio 2009

Riceviamo e pubblichiamo


di Giuseppe Fazio

E’ stato compiuto un atto ignobile: la bandiera italiana, il simbolo della nostra appartenenza alla nazione, è stata strappata e data alle fiamme. Un atto deplorevole, degno solo della persona che l’ha commesso. Oltraggiare la bandiera, specialmente in questo periodo, dove tutto sembra perdere significato, è grave, molto grave! In una nazione in cui “qualcuno” parla di secessione, questo tipo di comportamento diventa il chiaro riflesso di un imperante svilimento del senso di appartenenza. Questo non è un semplice gesto sciocco commesso senza consapevolezza. Troppe volte si è parlato di “bravate”! Ogni atto ha il valore che merita ed ogni condotta “deve” avere delle conseguenze. Chi mette in pratica un comportamento contrario alla legge, commette un atto criminale. Chi commette un atto criminale è un delinquente, anche se siede in Parlamento.

domenica 11 gennaio 2009

Mala tempora currunt


"L'aver scoperto questa mattina che il Municipio di Roccabascerana sia stato privato di un Simbolo cosi importante come il nostro Tricolore, "strappato" e poi bruciato da mani ignote, in maniera così selettiva (non si registrano altri danneggiamenti, come la bandiera dell'Unione Europea e le vetrate, del tutto intatte come si vede nella foto), lascia semplicemente stupefatti ed inorriditi. E' un atto di una gravità inaudita che si può spiegare - solo parzialmente - con il tentativo di fare una "bravata" da parte di un paio di persone, magari ubriache. D'altra parte, l'aver offeso il tal modo il Tricolore induce a fare una riflessione: in un'epoca in cui si tenta di "ripudiare" in ogni modo la Costituzione, con un governo che conta qualche ministro condannato per aver vilipeso in più occasioni la nostra Bandiera*, perchè stupirsi di un'azione del genere? Se lo ha fatto un ministro, tanto.... Mala tempora currunt!

* Bossi è stato condannato per il reato di vilipendio alla bandiera italiana per averla in più occasioni, il 26 luglio e il 14 settembre 1997, pubblicamente offesa usando, nella prima occasione la frase "Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo", nel secondo caso, rivolto ad una signora che esponeva il tricolore, "Il tricolore lo metta al cesso, signora", nonché di aver chiosato "Ho ordinato un camion di carta igienica tricolore personalmente, visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore".
Per la prima affermazione, Bossi è stato condannato il 23 maggio 2001 ad un anno e quattro mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena; il 15 giugno 2007 la Prima sezione penale della Cassazione, respingendo il ricorso presentato dalla difesa, lo ha condannato in via definitiva. Per il secondo evento si è ricorso alla Camera, nel gennaio 2002, che non ha concesso l'autorizzazione a procedere nei confronti di Bossi (allora ministro delle Riforme) per l'accusa di vilipendio alla bandiera, ma la Consulta ha annullato la delibera di insindacabilità parlamentare, nella sentenza 249 del 28 giugno 2006. All'inizio del 2006 la pena prevista per il reato di opinione è stata modificata, dall'originaria detentiva (che prevedeva fino a tre anni di reclusione), ad una pecuniaria (multa fino al massimo di 5000 euro). Bossi ha chiesto poi che anche la multa gli venisse tolta, in quanto europarlamentare, ma la Cassazione ha rigettato il ricorso confermando la condanna a pagare 3000 euro di multa. Fonte Wikipedia.

sabato 10 gennaio 2009

Non sono candidato


Allo scopo di tranquillizzare eventuali concorrenti, ma anche per rassicurare i Cittadini di Roccabascerana che vedono una possibile candidatura alle prossime scadenze elettorali come un'ulteriore "distrazione" rispetto ai già numerosi impegni istituzionali (e professionali), intendo chiarire che nessuna candidatura politica è attualmente in agenda per i prossimi mesi: appare pertanto superflua una dichiarazione di indisponibilità rispetto ad un'ipotesi di candidatura al Consiglio Provinciale di Avellino (e, ovviamente, al Parlamento Europeo). Se parteciperei alle Primarie del PD per la corsa alla Presidenza alla Provincia? Probabilmente si, ma solo per evidenziare, con un voto forte dal Partenio, la necessità in Bassa Irpinia di un chiaro riferimento provinciale (non basta l'elezione di un consigliere che mendichi qualche metro di asfalto per le nostre dissestate strade), dopo anni di "abbandono" fra nomine d'ufficio e "giochini" da caminetto. Altrimenti di che rinnovamento parliamo?

venerdì 9 gennaio 2009

Un calabrese alla CIA


Source: TIME.com 1.5.09
By Kate Pickert

Born in Monterey, Calif. to Catholic, Italian immigrant parents who owned a restaurant and later a farm — Panetta worked for both businesses growing up. He received his bachelor's degree and law degree from Santa Clara University (...).

Terrorismo, la promessa di Barack: "Gli Usa bandiranno la tortura"


Da "Repubblica" del 9.1.09

"Gli Stati Uniti saranno contro la tortura e rispetteranno la convenzione di Ginevra": lo ha detto il presidente eletto degli Stati Uniti Barack Obama, nella conferenza stampa in cui ha presentato il nuovo direttore della Cia, Leon Panetta. Di più, ha assicurato che questo è un impegno della sua amministrazione

Obama ha detto che manterrà la promessa elettorale di portare avanti una guerra al terrorismo che tenga conto "dei valori e degli ideali americani", dopo che la Cia è stata accusata in questi anni di aver fatto ricorso a forme di tortura nell' interrogare presunti terroristi, mentre il Pentagono è finito nel mirino accusato di non rispettare la convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra.

E un'apertura il presidente eletto l'ha fatta anche nei confronti dell'Iran, che rimane una minaccia per gli Stati Uniti ma rispetto al quale Washington deve "trovare la volontà di dare il via a un'iniziativa diplomatica".

domenica 4 gennaio 2009

Un regalo ai Cittadini di Roccabascerana e di altri piccoli Comuni Irpini


NB: Questa notizia non sarà messa in risalto dai Media Nazionali e soprattutto da quei Deputati e Senatori Irpini che hanno votato in Parlamento la Legge Finanziaria 2009 (ndr).

Dalla Finanziaria 2009:

Entrata in vigore (articolo 3, comma 7).
La Finanziaria per il 2009 entra in vigore il 1° gennaio 2009.

Finanziamenti in favore dei Comuni fino a 5mila abitanti (articolo 2, comma 40).
Modificato l'articolo 1, comma 703, della legge 296/2006, relativo ai finanziamenti in favore dei comuni con popolazione fino a 5mila abitanti, per il triennio 2007-2009. Viene prevista la riduzione di 10 milioni di euro (da 55 a 45 milioni) dell'importo complessivo dei contributi che possono essere concessi in favore dei piccoli comuni con popolazione residente ultrasessantacinquenne particolarmente elevata, precisando inoltre che l'incremento del contributo ordinario, per ciascun ente beneficiario, si abbassa dal 40% al 30 per cento. Aumento di 10 milioni di euro (da 71 a 81 milioni) dell'importo complessivo dei contributi che possono essere concessi in favore dei piccoli comuni con popolazione residente al di sotto dei 5 anni molto elevata, abbassando inoltre dal 5% al 4,5% il rapporto tra la popolazione residente al di sotto dei 5 anni e la popolazione residente complessiva, in base al quale sono individuati i comuni beneficiari dei finanziamenti. Qualora gli importi risultino insufficienti, i contributi sono proporzionalmente ridotti."

giovedì 1 gennaio 2009

Un anno migliore.


E' doveroso da parte mia rivolgermi a quei venticinque lettori che visitano di tanto in tanto questo blog per augurare loro i più affettuosi auguri di Buon Anno. A loro non nascondo, da irpino, un certo imbarazzo nel rammentare qualche avvenimento che ha letteralmente sconvolto la Nostra Terra lo scorso anno. Un 2008 che sarà ricordato perchè ha segnato la fine di un'era, quella di De Mita, neanderthal della politica, vinto dalla sua stessa vanità e dai Sapientes sapientes (?) di questa nuova epoca. Ne è seguita una rappresaglia infernale, che tutti noi conosciamo. Nel 2008 si è poi consumato un incubo, quello dei Mastella, travolti dalla loro stessa ingordigia che non ha conosciuto limiti. Nell'ultimo scorcio di questo passato 2008 ha infine scoperto le sue carte Pionati, novello gattopardo irpino, il quale, secondo un'aberrante legge elettorale, ha preso i voti di chi non voleva nè Veltroni nè Berlusconi, per poi regalarli al potente di turno, senza chiedere scusa - dimettendosi - ad ignari elettori che ha tradito senza ritegno.
Cosa ci riserva il 2009? Un Pd litigioso che, per il momento, accantona le primarie come mezzo per ribadire fino in fondo la propria vicinanza ad un elettorato ormai stanco...Per la gioia di una destra famelica che venderebbe l'anima al diavolo - e infatti tenta di allearsi con Tutankamon - pur di vincere le prossime elezioni!
Cosa dire degli altri?...Perchè, ho dimenticato qualcuno?
Buon Anno a tutti.