lunedì 28 settembre 2009

Successo per la Mozione Franceschini a Roccabascerana


Si è svolta domenica 27 settembre l'Assemblea Congressuale Cittadina degli Iscritti al Partito Democratico di Roccabascerana. Eletti Francesco Silvestri e Francesco Russo per la mozione Franceschini, con 27 voti (87%) su 31 votanti (pari ad un'affluenza del 73% degli aventi diritto). Tre voti (10%) sono invece andati alla lista pro Bersani. Una la scheda bianca (3%). Per la corsa alla segreteria regionale, si registrano 19 voti (61%) a Leonardo Impegno, 7 (23%) all'ex Segretario Provinciale Franco Vittoria e 5 voti (16%) al candidato Enzo Amendola. Ai neo eletti Russo e Silvestro, entrambi giovanissimi DEMOCRATICI, gli auguri di un proficuo impegno per la crescita del Partito.

giovedì 24 settembre 2009

Operazione antidroga in Valle Caudina


L'arresto di una coppia di spacciatori sull'Asse Attrezzato di Cervinara, la scorsa settimana, rientra in una più vasta operazione di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti in Valle Caudina. La diffusione di cocaina e di altre droghe è un fenomeno sempre più dilagante tra i giovanissimi del nostro territorio. Un ringraziamento doveroso va indirizzato al Questore di Avellino ed in particolare al neo-commissario di Cervinara, dott.ssa Giuseppina Marino (nella foto) per la determinazione dimostrata nell'azione di contrasto al preoccupante fenomeno della diffusione della droga tra i giovani delle nostre Comunità.

Torna la magia di "Quascirana". Appuntamento il 26 settembre

da "Ottopagine" del 24.9.09
di Giusy Iachetta

mercoledì 23 settembre 2009

Una messa in rito congolese per l'integrazione fra i Popoli

In una chiesa gremita di fedeli è stata celebrata a Tufara Valle domenica scorsa una bellissima messa in rito congolese, voluta dal parroco Padre Albert per sottolineare l'Universalità della Chiesa Cattolica nel mondo, vero baluardo in Italia per l'integrazione e la solidarietà fra i Popoli della Terra. Molte le ragazze ed i ragazzi di Roccabascerana che hanno indossato i tradizionali abiti congolesi. Un coro etnico ha reso ancora più bella e significativa la celebrazione. Particolarmente toccante è stata la recita del Padre Nostro in lingua Swahili, con i fedeli che hanno gridato a gran voce nel corso della messa le parole "Furah!" (gioia) e "Ammani" (pace). A Padre Albert va il merito di aver saputo con intelligenza dare a tutti noi Cittadini di Roccabascerana e della Valle Caudina una lezione di amore e di solidarietà, all'insegna dell'integrazione fra i Popoli.

"Integrare gli immigrati": l'iniziativa dell'associazione di padre Albert Mwise

da "Ottopagine" del 21.9.09

Cocaina a bordo dell'auto, giovane coppia in manette

da "Il Mattino" del 22.9.09

Operazione antidroga in Caudina. La Polizia arresta due pusher

da "Il Corriere dell'Irpinia" del 22.9.09

Spacciavano cocaina in Valle Caudina. In manette una giovane coppia

da "Ottopagine " del 22.9.09

venerdì 18 settembre 2009

Quei ragazzi del sud morti a trent'anni


di Dacia Maraini

da "Il Mattino" del 18.9.09

(...) Il tenente Antonio Fortunato, nato a Lagonegro, (Potenza) 35 anni fa era il comandante della pattuglia, lascia una giovane moglie, Gianna e un figlio di sette anni. Il sergente maggiore Roberto Valente di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) nato nel ’72, doveva lasciare l’Afghanistan a novembre. Era ripartito ieri da Napoli per Kabul dopo una licenza di 15 giorni. Si trovava sul convoglio che lo portava dall’aeroporto alla base militare. Il caporal maggiore Giannantonio Pistonami di Lubriano (Viterbo), da 4 anni in Afghanistan, doveva rientrare in Italia fra 40 giorni. Aveva già subito un attentato. Raccontano che si sia salvato nascondendosi per un giorno intero sotto un camion. Il caporal maggiore Davide Ricchiuto nato nell’83 a Glarus in Svizzera, figlio di emigrati salentini di Tiggiano, autista di mezzi militari, non era alla prima missione in Afghanistan, appena possibile tornava in Paese a casa dai suoi. Il caporal maggiore Massimiliano Randino di Pagani (Salerno), era appena arrivato a Kabul dopo una licenza di dodici giorni, era sposato da 5 anni, era alla terza missione in Afghanistan, aveva 10 anni di servizio alle spalle. Il primo caporalmaggiore Matteo Mureddu, nato a Oristano nel 1983 avrebbe dovuto sposarsi a giugno, ma aveva rimandato per terminare la missione in Afghanistan.

Scorrendo questi nomi non si può fare a meno di notare che sono tutti, meno uno, meridionali, e che sono tutti sui trent’anni e che hanno tutti un posto di responsabilità nell’esercito. Ha un significato? Si potrebbe dedurre che, come succede spesso, coloro che rischiano di più nel nostro Paese sono coloro che nascono in famiglie del Sud, in situazioni difficili, spesso costretti ad emigrare. E questo infonde nei loro animi la voglia di lavorare sodo, di costruirsi una identità attraverso l’adesione a un corpo sociale organizzato. Ma certo, ogni interpretazione è arbitraria in questa scarsezza di notizie, addosso a un evento appena accaduto.

Certamente però si può affermare che questi giovani uomini hanno perso la vita rappresentando l’Italia e si può affermare che il loro sacrificio ci rende più che mai consapevoli che il nostro Paese, con tutti i suoi difetti, le sue mancanze e le sue storture, è la più forte radice del nostro stare al mondo, e si propone al nostro affetto come una unità inscindibile.

Il sacrificio di questi uomini dovrebbe mettere a tacere una volta per tutte le voci stonate di chi si crede geograficamente superiore, e in nome di questa superiorità pretende di dividere il Paese.

Tufara Valle (Roccabascerana). "I have a dream", ecco la manifestazione

da "Ottopagine" del 18.9.09
di Giusy Iachetta


mercoledì 16 settembre 2009

"Quascirana" tra arte e sapori

Dal "Corriere dell'Irpinia" del 15.9.09

domenica 13 settembre 2009

Napule è...

Elton John a Piazza Plebiscito suona 'O SOLE MIO
11 settembre 2009

sabato 12 settembre 2009

"Il Governo penalizza i nostri emigrati"

da "Ottopagine" del 12.9.09

Ciao Mike!




(La trasmissione, andata in onda il 26 dicembre 1996, finì su Blob per diverse settimane, perchè il compianto Mike Bongiorno dichiarò pubblicamente di aver terminato tutte le domande quando due concorrenti erano ancora in parità. Un domanda di riserva, preparata durante la pubblicità dagli autori, salvo la trasmissione in extremis).

venerdì 11 settembre 2009

La vergogna impunita: le violenze sulle donne nella Repubblica Democratica del Congo


Dal sito ufficiale www.UNICEF.it

Bukavu (Rep. Dem. del Congo), 28 agosto 2009 - Il Direttore generale dell'UNICEF Ann Veneman, in missione nelle Province orientali della Repubblica Democratica del Congo, ha incontrato alcune vittime di stupri e violenze.

Tra loro una ragazza di 15 anni, che aveva già incontrato nel 2006, durante la sua prima visita in questo paese devastato da povertà e da conflitti.

«Nel 2006 avevo incontrato una ragazza di 12 anni che era stata aggredita e brutalmente stuprata da quattro uomini» ha riferito Ann Veneman. «Non ho mai dimenticato la sua storia. Tre anni dopo, la ragazza è devastata dal dolore fisico e, soprattutto, ho visto nei suoi occhi una straziante angoscia.»

La ragazza non può andare a scuola e non può pagare un medico. È seguita dalle donne della sua comunità, che le assicurano un riparo, ma a volte non hanno neppure di che darle da mangiare.

«Tre anni fa mi aveva detto che, una volta cresciuta, avrebbe voluto diventare suora» ha proseguito la Veneman. «Oggi, alla mia domanda, mi ha confermato che questo è il suo scopo nella vita. La sua scelta dice tutto.»

Ann Veneman ha visitato l'ospedale Panzi, una struttura, finanziata dall'UNICEF, per la terapia delle vittime di abusi sessuali.

Con il fondatore e direttore dell'ospedale, il dottor Denis Mukwege, la Veneman ha incontrato pazienti e operatori del centro, che non solo fornisce cure mediche urgenti, ma è anche un rifugio sicuro per le innumerevoli vittime di stupri e torture.

Nell'ospedale la direttrice dell'UNICEF ha incontrato una giovane donna il cui nome swahili significa 'amore'; ma la vergogna e la disperazione causate dalla violenza sessuale subita le hanno impedito di vivere una vita degna della bellezza del suo nome.

«Questa giovane donna» ha ricordato Ann Veneman «mi ha raccontato di essere stata ripetutamente violentata un anno fa. Quello che mi ha più sconvolto è che dopo essere stata violentata da un primo soldato, un secondo ha preso dalla tasca uno straccio per pulirla e l'ha violentata. E questo si è ripetuto più volte.»

La ragazza ha recuperato fisicamente, ma restano le cicatrici emotive.

Poi, nel giugno 2009, i soldati sono tornati nel suo villaggio e, ha raccontato singhiozzando in modo incontrollabile, è stata ancora una volta stuprata.

«Subire questo due volte è già abbastanza orribile, ma ciò che mi ha detto dopo mi ha spezzato il cuore: il marito la evita e le ha detto che non può rimanere con lei dopo che è stata violentata tante volte.»

mercoledì 9 settembre 2009

Consolati. Rinviata la chiusura di Detroit e Philadelphia?


Da "Americaoggi" del 24.7.09

Consolati chiusi. Consolati aperti. Che succede a Philadelphia e Detroit?
(...) Scrivono in una nota congiunta i deputati del Pd eletti all'estero Franco Narducci, Marco Fedi, Fabio Porta, Gino Bucchino, Gianni Farina, Laura Garavini. "Il testo presentato da Franco Narducci e Aldo Di Biagio ha trovato l'adesione non solo degli altri eletti all'estero del Pd e del Pdl, ma anche di molti esponenti di maggioranza e minoranza. Nella risoluzione si affacciano con grande respiro le molteplici implicazioni che la chiusura di diecine di consolati avrebbero avuto, da quelle di natura economico-commerciale a quelle turistiche, dalla maggiore difficoltà nei rapporti con le autorità dei paesi di residenza alla limitazione dei servizi destinati all'utenza crescente di cittadini italiani, dall'ulteriore appesantimento del lavoro per il personale consolare, progressivamente ridotto e gravato da funzioni sempre più numerose all'irrisorio risparmio di risorse finanziarie".(...) Un sacrificio di circa 410.000 cittadini italiani, che per ottenere i servizi che spettano loro dovranno in futuro affrontare viaggi anche di 500 Km. Si pensi ad esempio agli abitanti delle Isole Frisoni per raggiungere il Consolato Generale di Hannover, subentrante per competenza in caso di chiusura a quello di Amburgo; per non parlare poi di distanze come in Australia, dove i connazionali che finora si rivolgevano al Consolato di Brisbane dovranno arrivare fino a Sydney. Queste sono esigenze tutelate dalla legge sulla cittadinanza ed anche dalla Costituzione della Repubblica Italiana che all'art. 3 recita: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personale e sociali. Un cittadino in Italia infatti per ottenere i servizi che gli spettano si rivolge al proprio comune o alla propria prefettura, senza dover fare chissà quanti chilometri.Perché ciò non deve valere anche per gli italiani all'estero?

domenica 6 settembre 2009

Berlusconi, SEI RECIDIVO!!! Povera Italia, Vergogna!

Don't blame Silvio Berlusconi, says Umberto Eco, it's the fault of all Italians

By Umberto Eco
Daily Telegraph, 06 Sep 2009


I feel some hesitation and scepticism about intervening in defence of press freedom. If such a step is necessary, it means that society, and therefore much of the press, is already diseased.
In "robust" democracies there should be no need to defend press freedom, because nobody would ever think to challenge it.
This brings me to a related point: Italy's problem is not Silvio Berlusconi.
History is rich with adventurous men, long on charisma, with a highly developed instinct for their own interests, who have pursued personal power - bypassing parliaments and constitutions, distributing favours to their minions, and conflating their own desires with the interests of the community.
But these men haven't always achieved the power they aspired to, because society did not always permit them. If society has permitted him, why should we blame the man rather than the society which has allowed him to have his way?
So it's useless being angry with Berlusconi who is, in a manner of speaking, just getting on with his job. The vast majority of Italians have accepted the conflicts of interest, the encouragement of vigilante groups and the law granting him immunity from prosecution (...)

Ogni riferimento è puramente voluto....

venerdì 4 settembre 2009

martedì 1 settembre 2009

sabato 29 agosto 2009

Giustizia è fatta!


Con l'ordinanza del TAR Regione Campania sez. di Salerno n. 01258/2009, viene respinto il ricorso di "Agorà" contro il Comune di Roccabascerana che mirava ad impedire la realizzazione del Plesso Unico Scolastico Cittadino. La nostra Comunità potrà finalmente avere una scuola a misura di bambino, bella e sicura come poche in Italia centro-meridionale.
Un meritato e doveroso ringraziamento va all'ottimo Avv. Massimo Cosenza (nella foto), Patrocinante in Cassazione, per aver saputo con brillante capacità forense difendere le ragioni del Comune. Uno speciale ringraziamento va rivolto anche al Responsabile dell'Ufficio Tecnico Comunale, ing. Bruno De Nisco per la tenacia e l'alta professionalità dimostrata in tutta questa delicata vicenda.

lunedì 24 agosto 2009

venerdì 21 agosto 2009

Chi non vuole vedere e chi muore


di Marina Corradi

da "L'Avvenire" del 21.8.09

Sono arrivati in cinque. Erano ische-­letriti, cotti dal sole che martella, in agosto, sul canale di Sicilia. Ma il bar­cone, era grande: ce ne stipano ottanta, i trafficanti in Libia, di migranti, su bar­che così. Affastellati uno sull’altro co­me bidoni, schiena a schiena, gli ultimi seduti sui bordi, i piedi che penzolano sull’acqua. E dunque quel barcone vuo­to, con cinque naufraghi appena, è sta­to il segno della tragedia. Laggiù a 12 miglia da Lampedusa, ai margini estre­mi dell’Europa, un relitto di fantasmi. Cinque vivi e forse più di settanta mor­ti, in venti giorni di peregrinazione cie­ca nel Mediterraneo (...)
Ma c’è almeno un equivoco in cui non è ammissibile cadere. Nessuna politica di controllo della immigrazio­ne consente a una comunità interna­zionale di lasciare una barca carica di naufraghi al suo destino. Esiste una leg­ge del mare, e ben più antica di quella pure codificata dai trattati. E questa leg­ge ordina: in mare si soccorre. Poi, a ter­ra, opereranno altre leggi: diritto d’asi­lo, accoglienza, respingimento. Poi. Ma le vite, si salvano. E invece quel barcone vuoto – non il pri­mo arrivato come un relitto di morte al­la soglia delle nostre acque – dice del farsi avanti, tra le coste africane e Mal­ta, di un’altra legge. Non fermarsi, tirar dritto. (Pensate su quella barca, se avvi­stavano una nave, che sbracciamenti, che speranza. E che piombo nel cuore, nel vederla allontanarsi all’orizzonte) (...)
La nuova legge del non vedere. Come in un’abitudine, in un’assuefazione. Quan­do, oggi, leggiamo delle deportazioni degli ebrei sotto il nazismo, ci chiedia­mo: certo, le popolazioni non sapevano; ma quei convogli piombati, le voci, le grida, nelle stazioni di transito nessuno li vedeva e sentiva? Allora erano il tota­litarismo e il terrore, a far chiudere gli oc­chi. Oggi no. Una quieta, rassegnata in­differenza, se non anche una infastidi­ta avversione, sul Mediterraneo. L’Oc­cidente a occhi chiusi. Cinque naufra­ghi sono arrivati a dirci di figli e mariti morti di sete dopo giorni di agonia. Nel­lo stesso mare delle nostre vacanze. U­na tomba in fondo al nostro lieto mare. E una legge antica violata, che minac­cia le stesse nostre radici. Le fonda­menta. L’ idea di cos’è un uomo, e di quanto infinitamente vale.

Riceviamo e pubblichiamo



L'Inno di Mameli

Caro Sindaco, poichè ti piace battagliare contro certe palesi situazioni, vedi Patto valle del Sabato, il sottoscritto ti propone di convocare un consiglio Comunale straordinario pubblico, contro le uscite di Bossi: di abolire l'Inno di Mameli, di portare nelle scuole il dialetto e quella dei salari, e Berlusconi che prende le sue difese, avrebbe dovuto, come Presidente del Consiglio, immediatamente, chiedere le dimissioni da Ministro della Repubblica, anzichè dichiarare eterna amicizia, cosa che doveva già fare quando lo stesso Bossi oltraggiò il Tricolore. Io mi domando, è possibile che per la stampa nazionale e per le più alte cariche dello Stato, come se non fosse successo nulla??? Vai Sindaco pensiamoci noi a combattere Bossi e Berlusconi facciamoci conoscere in tutta Italia e anche all'estero!!!!!!!. Io sono uno di quelli che quando ascolto l'inno di Mameli per qualsiasi manifestazione mi vengono i brividi. Sono convinto che come me, tante altre persone hanno gli stessi sentimenti, (anche del partito di Berlusconi) ma non hanno il coraggio di manifestarsi.
(Lettera firmata)

Scuola, il pettine che spettina...

da "Ottopagine" del 21.8.09

di Valerio Pisaniello

mercoledì 19 agosto 2009

Mohamed l’altruista rischia l’espulsione


da "L'Avvenire" del 18.08.09

Cesare penzolava con i suoi 55anni da un ponteggio a dieci me­tri d’altezza. Voleva suicidarsi. Sul rapporto della polizia c’è scritto che l’extracomunitario protagonista del salvataggio «si è allontanato». Non a­veva altra scelta Mohamed. Perché lui è un irregolare.
La storia dell’immigrato che salva un italiano ma poi fugge via sembrava u­na leggenda estiva. Uno di quei rac­conti che nascono tanto per riani­mare il desolato agosto di via Ina­ma, nel quartiere milanese di Città Studi. Solo un bar aperto, e un piccolo parco che a giudicare da cespugli ed erbacce non è molto frequentato dai giardinieri. Nessuno si sarebbe ac­corto dell’improvvisata forca a cui Cesare stava per affidare l’amarezza degli ultimi istanti. «Ancora un atti­mo e sarebbe morto», racconta la moglie. Mohamed è arrivato in tempo (...)

Patto territoriale, vicini al crack

da "Ottopagine del 18.8.09

di Giusy Iachetta

The Guardian: "L'errore di Berlusconi: Attaccare il Tg3 perché dà le notizie"


Da "Repubblica" del 17.8.09

I giornali stranieri interpretano le ultime esternazioni di Silvio Berlusconi contro la stampa come un segnale di paura. Sul quotidiano britannico The Guardian, George Turner riferisce dell'attacco di Berlusconi al Tg3, accusato di trasmettere solo notizie negative sul governo. Secondo Turner, l'uscita di Berlusconi, che di fatto, sostiene, non deve preoccuparsi di ciò che dicono le tv perché le controlla a suo piacere, è il segnale che il presidente del consiglio sente aria di fronda e si sta preparando alla campagna di autunno (...)
Si occupa del presidente del consiglio anche il settimanale Newsweek nell'edizione internazionale. La rivista fa la cronistoria delle vicende di cui è stato protagonista durante il suo governo, "dalle accuse di collusione con la mafia a quelle di corruzione", e osserva che uno scandalo a sfondo sessuale dovrebbe essere la cosa meno preoccupante. Invece, sottolinea il settimanale, "i sordidi dettagli sulla libido del suo leader cominciano a seccare anche l'italiano comune e per la prima volta nei sondaggi Berlusconi scende al di sotto del 50 per cento".

sabato 15 agosto 2009

domenica 9 agosto 2009

Piccola digressione domenicale (o no?)

Da Genova a Napoli: l'ottimo Peppe Barra canta De Andrè a modo suo.
(trad. di Vincenzo Salemme)

mercoledì 5 agosto 2009

L'ex parlamentare del Pdl tira in ballo le intercettazioni dell'inchiesta di Napoli


da "Repubblica" del 5.8.09

di MATTEO TONELLI

"E' un gran porco". L'ex senatore del Pdl Paolo Guzzanti non usa metafore per giudicare i comportamenti privati di Berlusconi. "E' una persona che ha corrotto la femminilità italiana schiudendo carriere impensabili a ragazze carine che hanno imparato solo quanto sia importante darla alla persona giusta al momento giusto - scrive sul suo blog Guzzanti - sollecitate in questo anche dalle madri, quando necessario". E tra verbali mai pubblicati e "disgustosi contenuti" l'ex parlamentare del Pdl tira in ballo anche il capo dello Stato le cui sollecitazioni avrebbero impedito la pubblicazione delle intercettazioni (...)
Guzzanti riferisce di voci "attendibili" che affermerebbero come "un famoso direttore ha mostrato e fatto leggere a un numero imprecisato di persone (deputati e deputate di Forza Italia per lo più) i verbali che tutti i direttori di giornale hanno, ma che avrebbero deciso di non usare su sollecitazione del Presidente Napolitano". Si tratterebbe delle ormai famose intercettazioni napoletane "in cui persone che ora ricoprono cariche altissime si raccontano fra di loro cose terribili che la decenza e la carità di patria mi proibiscono di scrivere, anche se purtroppo sono sulla bocca di coloro che hanno letto i verbali. Io ne conosco almeno tre" (...)Sollecitato da un lettore racconta di cose assolutamente disgustose": "Rapporti anali non graditi, ore e ore di tormenti in attesa di una erezione che non fa capolino, discussioni sul prossimo set, consigli fra donne su come abbreviare i tormenti di una permanenza orizzontale pagata come pedaggio". Dicendosi disponibile a raccontare tutto ad un magistrato: "A cui direi da chi ho avuto queste relazioni e chi fosse il giornalista che ha fornito il materiale in lettura". E la sua battaglia contro l'uomo "che odia le donne" continua.

Roccabascerana, il sindaco Testa: "Fucci? Collaborazione possibile"

Dal "Corriere dell'Irpinia" del 5.8.09

"La visibilità dell'Udeur? Non serve certo al paese"

Da "Ottopagine" del 5.8.09

martedì 4 agosto 2009

Rifondazione attacca il sindaco

Da "Il Mattino" del 4.8.09

Ceppaloni. Rifondazione interviene sulla questione del Patto territoriale della VAlle del Sabato e chiede a gran voce un intervento istituzionale per far luce sull’intera vicenda. «Chiediamo di fare chiarezza sullo scandalo del Patto Territoriale della Valle del Sabato, una vicenda che si tinge di tinte ancora più fosche alla luce delle ultime dichiarazioni del sindaco di Roccabascerana Enzo Testa che ha accusato l’assessore del Comune di Ceppaloni, Geppino Russo, di aver esercitato nell’ultimo periodo una ”forte pressione” sulla sua giunta al fine di costringere il Comune di Roccabascerana ad acquistare quote della Società Consortile che gestisce il Patto Territoriale». Secondo Rifondazione «al diniego del sindaco Testa sembra poi sia seguita la decisione di una Consigliere dell’Udeur di allontanarsi dalla sua maggioranza. Un gesto che se vero ha il sapore di un ricatto e di un atto politico violento e grave. Un gesto che se vero getta un’inquietante ombra sulla gestione che l’Amministrazione Comunale di Ceppaloni, il Sindaco Cataudo e l’assessore delegato Russo stanno conducendo sulla questione del Patto Territoriale. Un gesto che se vero ci preoccupa e inevitabilmente ci spinge a pensare che gli interessi sul Patto del solito “gruppo di potere” sono ancora vivi e forti». Rifondazione ritiene inevitabile che il sindaco di Ceppaloni Cataudo e l’Assessore Russo «chiariscano e rispondano pubblicamente a queste inquietanti accuse. Riteniamo inoltre che se le dichiarazione del sindaco Testa dovessero dimostrarsi vere debbano urgentemente intervenire gli organi di controllo preposti». Diversi sono stati gli interventi del circolo di Rifondazione tendenti a far luce sulla gestione dei tanti milioni di euro investiti dal Governo nazionale e Regionale per la creazione di impresa e di occupazione nel territorio di Ceppaloni e dei comuni limitrofi attraverso il Patto Territoriale della Valle del Sabato. Più volte Rifondazione ha denunciato il fallimento della gestione condotta in questi anni del Patto stesso che non ha conseguito nessuno degli obiettivi che il progetto si era prefissato, tanto che fino a qualche settima fa sembrava inevitabile la decisione di mettere in liquidazione la Società Consortile Patto Territoriale Valle del Sabato. Poi le dichiarazioni del sindaco di Roccabascerana che riaprono le polemiche.

L'assessore Geppino Russo replica al sindaco di Roccabascerana

da "ottopagine" del 3.8.09



Caro Geppino, lasciate troppe tracce sul luogo del "delitto"...
All'uopo, si legga Il Sannio del 1 luglio 2009

mercoledì 29 luglio 2009

I Fatti Vostri e l'operazione "D'Orsi"


L'ANTEFATTO.

Ceppaloni.
“Sul Patto Territoriale Valle del Sabato è fondamentale chiarezza e trasparenza. Il Patto, almeno nelle intenzioni, doveva essere il volano di sviluppo del nostro comprensorio, si è rivelato, invece, un fallimento e, soprattutto, un’illusione per tanti giovani miei coetanei". A chiedere chiarezza, qualche giorno fa dalle pagine de "Il Quaderno" era il consigliere comunale di opposizione a Ceppaloni e vice coordinatore vicario del Popolo della Libertà, Giuseppe Mazzeo.
Del resto già lo scorso 7 febbraio il sindaco di Ceppaloni Cataudo denunciava: "La Società del Patto Territoriale versa in una condizione di grave difficoltà economica e finanziaria; la società dai primi dati del Bilancio Consuntivo 2008, è soffocata da debiti derivanti da gestione operativa per circa 256mila euro; la bozza di bilancio della Società espone debiti derivanti dai Corsi di Formazione per oltre 1,3 milioni di euro; i livelli di occupazione post formazione necessari per incassare l’intera somma dalla Regione Campania (l’80% dei corsisti dovevano essere assunti), non potranno essere garantiti; sono in atto incontri con esponenti di istituzioni locali per trovare i fondi necessari ad andare avanti”. (fonte "Il Sannio"). Ma chi ha una buona memoria - come chi scrive - non può fare a meno di ricordare il dossier de "L'Espresso" pubblicato in data 17.1.08 a firma di Marco Lillo, col titolo "Mastella Connnection": con dovizia di particolari veniva ricostruito il "sistema mastella" ed i legami di lady Sandra con il patto della Valle (nel 2001 Sandra Lonardo compra il 34 per cento della Amacim per poi salire fino al 50 per cento. Questa srl con sede a Ceppaloni è stata costituita per fabbricare contatori per l'energia elettrica nelle campagne del Sannio. L'azienda di Sandra Lonardo è azionista, con una piccola quota, del patto territoriale Valle del Sabato, la società mista che dovrebbe portare lo sviluppo, grazie ai soldi pubblici, nelle montagne di Ceppaloni e dintorni. Il Governo, nel dicembre del 2001 approva lo stanziamento di 50 milioni per realizzare 27 interventi tra i quali è prevista anche la nuova fabbrica dell'Amacim che dovrebbe costare un milione di euro. La parte pubblica del patto è rappresentata da sette comuni ma a fare la parte del leone è proprio Ceppaloni con il 36 per cento delle quote e gli investimenti maggiori. Sandra Mastella rimane nella Amacim fino al luglio del 2003 e, dopo l'approvazione dello stanziamento del contributo, cede le sue quote a chi realizzerà davvero il capannone. Gli enti locali supportano la società di Ceppaloni. La Giunta della Regione Campania nel 2005 stanzia un milione e 600 mila euro per i corsi di formazione di tutto il patto territoriale mentre l'Amacim già l'anno prima aveva ottenuto un esproprio comunale. Lo spazio inizialmente previsto per l'insediamento non bastava e così il comune di Ceppaloni espropria due terreni nella frazione di Rotola con apposito decreto. Una vicenda cominciata con Clemente Mastella sindaco di Ceppaloni nel 2003, quando la moglie era appena uscita dall'Amacim. Fonte L'Espresso). Dunque una montagna di soldoni, tutti spariti nel nulla in pochi anni. Resta ora solo un cumulo di macerie, pardon, di debiti, in buona parte a carico del Comune di Ceppaloni, debiti da ripianare per salvare Ceppaloni dalla Bancarotta.

IL FATTO.

Roccabascerana.
A partire da marzo 2009, comincia l'incessante lavoro di Geppino Russo, amico personale della sig. D'Orsi, mentore indiscusso dell'attuale segretario dell'Udeur locale, fedelissimo tra i fedelissimi della famiglia Mastella ed attuale assessore di Ceppaloni (lo era stato anche nella precedente amministrazione Mastella). Il tentativo è quello di "convincere" chi scrive (con le buone, per il momento) ad acquistare una parte delle quote del Patto in possesso del Comune di Ceppaloni, con la scusa dell'allora molto probabile ingresso nel PDL di Mastella e quindi con il molto probabile futuro avallo del governo nazionale a "versare" una pioggia di milioni per rimpinguare le magre casse di una società "spremuta" per benino chissà da chi ed ora sull'orlo del fallimento. Al diniego di chi scrive ad entrare nell'affare (si trattava di acquistare debiti!), prende corpo l'operazione "D'ORSI". Il novello Magalli sollecita un posto al sole per la sig.ra Eugenia. Ovviamente, la scusa è il partito, l'UDEUR, che improvvisamente ha bisogno di "visibilità". Naturalmente parla per lui il Segretario, Massimo Russo, pronto ad impartire l'ordine, o meglio, l'ultimatum: La D'Orsi pretenda l'assessorato con la minaccia del passaggio all'opposizione.
La signora Eugenia, più o meno ingenuamente, obbedisce...senza un (apparente) giustificato motivo.

LE DOMANDE.

Perchè la D'Orsi, improvvisamente volta le spalle all'Amministrazione?
Perchè Massimo Russo, improvvisamente chiede alla D'Orsi di lasciare la Maggioranza in Consiglio Comunale?
Quale ruolo doveva giocare la D'Orsi in Giunta da assessore e perchè Geppino Russo, invece di pensare ai fatti (drammatici) di Ceppaloni, improvvisamente decide di interferire con le vicende di Roccabascerana?
Perchè la D'Orsi - che ben conosceva le perplessità sul Patto di chi scrive , all'esplicita richiesta di far effettuare delle verifiche contabili a qualche esperto in materia fallimentare di sua conoscenza, decide improvvisamente di mettere nero su bianco la sua appartenenza e la sua lealtà alla famiglia Mastella e all'UDEUR, uscendo di punto in bianco dalla maggioranza che pure aveva sostenuto con forza per tre anni?

LA RISPOSTA.

Boh.

Tanto si doveva, per conoscenza ed amore di verità.

Roccabascerana: verso nuovi scenari in maggioranza

martedì 28 luglio 2009

venerdì 17 luglio 2009

"Amareggiato dalla Russo D'Orsi"

Da "Ottopagine" del 17.7.09

di Giusy Iachetta

giovedì 16 luglio 2009

Testa: "Non è nel mio stile cedere a ricatti politici"

Dal "Corriere dell'Irpinia" del 16.7.09

Di Simona de Cunzo

Roccabascerana, novità in Giunta? L'Udeur chiede spazio

Da "Ottopagine" del 14.7.09

di Giusy Iachetta

Roccabascerana si "salva"

da "Ottopagine" del 13.7.09

di Giusy Iachetta

sabato 11 luglio 2009

"Dunque, dove eravamo rimasti?"


"Potrei dire moltissime cose e ne dirò poche". Enzo Tortora

A gentile richiesta, riprendo carta e penna, pardon, tastiera e monitor, per continuare in questo percorso mediatico, ringraziando quei sette lettori di questo blog che mi hanno sollecitato a leggere e commentare fatti e notizie d'Irpinia e d'Italia. Confesso di non essermi ancora ripreso del tutto dal quel 6 e 7 giugno scorso...Quante cose sono cambiate da allora (e chi se ne è accorto?). Presidenti che vanno, vicepresidenti che restano, europarlamentari che risuscitano, segretari che pagano. La solita italietta, il solito balletto degli scaltri di sempre. Ma qualche novità c'è. C'è che (forse) è finita la guerra. Bilancio: nessun morto, ma molti sono i feriti rimasti sul campo (nell'orgoglio, si intende!). Ne sanno qualcosa gli aspiranti consiglieri provinciali, in particolare quelli del Collegio di San Martino. Eppure voglia di ricucire c'è, se ne parla da un pò. Staremo a vedere. Nel frattempo sono debitore di un caffè con qualcuno per aver scommesso su questo centro-sinistra. Buona domenica!

lunedì 1 giugno 2009

Il Times: "Cade la maschera del clown"

Delle vicende del Cavaliere si occupano anche Liberation, El Pais


da "Repubblica del 1.6.09
di Enrico Franceschini

"Cala la maschera del clown", s'intitola l'editoriale del Times, il secondo su questa vicenda dopo quello altrettanto duro del 18 maggio, pubblicato al primo posto fra i tre commenti del giorno nella pagina degli editoriali. "La qualità del governo Berlusconi non è una questione privata", afferma il sottotitolo. "L'aspetto più sgradevole del comportamento di Silvio Berlusconi non è che è un pagliaccio sciovinista, né che corre dietro a donne di 50 anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrire loro posti di lavoro come modelle, assistenti o perfino, assurdamente, come candidate al Parlamento europeo", comincia l'articolo. "Ciò che è più scioccante è il completo disprezzo con cui egli tratta l'opinione pubblica italiana. Il senile dongiovanni può trovare divertente agire da playboy, vantarsi delle sue conquiste, umiliare la moglie e fare commenti che molte donne troverebbero grottescamente inappropriati. Ma quando vengono poste domande legittime su relazioni scandalose e i giornali lo sfidano a spiegare legami che come minimo suscitano dubbi, la maschera del clown cala. Egli minaccia quei giornali, invoca la legge per difendere la propria 'privacy', pronuncia dichiarazioni evasive e contraddittorie, e poi melodrammaticamente promette di dimettersi se si scoprisse che mente" (continua)