venerdì 31 luglio 2009
giovedì 30 luglio 2009
mercoledì 29 luglio 2009
I Fatti Vostri e l'operazione "D'Orsi"

L'ANTEFATTO.
Ceppaloni.
“Sul Patto Territoriale Valle del Sabato è fondamentale chiarezza e trasparenza. Il Patto, almeno nelle intenzioni, doveva essere il volano di sviluppo del nostro comprensorio, si è rivelato, invece, un fallimento e, soprattutto, un’illusione per tanti giovani miei coetanei". A chiedere chiarezza, qualche giorno fa dalle pagine de "Il Quaderno" era il consigliere comunale di opposizione a Ceppaloni e vice coordinatore vicario del Popolo della Libertà, Giuseppe Mazzeo. Del resto già lo scorso 7 febbraio il sindaco di Ceppaloni Cataudo denunciava: "La Società del Patto Territoriale versa in una condizione di grave difficoltà economica e finanziaria; la società dai primi dati del Bilancio Consuntivo 2008, è soffocata da debiti derivanti da gestione operativa per circa 256mila euro; la bozza di bilancio della Società espone debiti derivanti dai Corsi di Formazione per oltre 1,3 milioni di euro; i livelli di occupazione post formazione necessari per incassare l’intera somma dalla Regione Campania (l’80% dei corsisti dovevano essere assunti), non potranno essere garantiti; sono in atto incontri con esponenti di istituzioni locali per trovare i fondi necessari ad andare avanti”. (fonte "Il Sannio"). Ma chi ha una buona memoria - come chi scrive - non può fare a meno di ricordare il dossier de "L'Espresso" pubblicato in data 17.1.08 a firma di Marco Lillo, col titolo "Mastella Connnection": con dovizia di particolari veniva ricostruito il "sistema mastella" ed i legami di lady Sandra con il patto della Valle (nel 2001 Sandra Lonardo compra il 34 per cento della Amacim per poi salire fino al 50 per cento. Questa srl con sede a Ceppaloni è stata costituita per fabbricare contatori per l'energia elettrica nelle campagne del Sannio. L'azienda di Sandra Lonardo è azionista, con una piccola quota, del patto territoriale Valle del Sabato, la società mista che dovrebbe portare lo sviluppo, grazie ai soldi pubblici, nelle montagne di Ceppaloni e dintorni. Il Governo, nel dicembre del 2001 approva lo stanziamento di 50 milioni per realizzare 27 interventi tra i quali è prevista anche la nuova fabbrica dell'Amacim che dovrebbe costare un milione di euro. La parte pubblica del patto è rappresentata da sette comuni ma a fare la parte del leone è proprio Ceppaloni con il 36 per cento delle quote e gli investimenti maggiori. Sandra Mastella rimane nella Amacim fino al luglio del 2003 e, dopo l'approvazione dello stanziamento del contributo, cede le sue quote a chi realizzerà davvero il capannone. Gli enti locali supportano la società di Ceppaloni. La Giunta della Regione Campania nel 2005 stanzia un milione e 600 mila euro per i corsi di formazione di tutto il patto territoriale mentre l'Amacim già l'anno prima aveva ottenuto un esproprio comunale. Lo spazio inizialmente previsto per l'insediamento non bastava e così il comune di Ceppaloni espropria due terreni nella frazione di Rotola con apposito decreto. Una vicenda cominciata con Clemente Mastella sindaco di Ceppaloni nel 2003, quando la moglie era appena uscita dall'Amacim. Fonte L'Espresso). Dunque una montagna di soldoni, tutti spariti nel nulla in pochi anni. Resta ora solo un cumulo di macerie, pardon, di debiti, in buona parte a carico del Comune di Ceppaloni, debiti da ripianare per salvare Ceppaloni dalla Bancarotta.
IL FATTO.
Roccabascerana.
A partire da marzo 2009, comincia l'incessante lavoro di Geppino Russo, amico personale della sig. D'Orsi, mentore indiscusso dell'attuale segretario dell'Udeur locale, fedelissimo tra i fedelissimi della famiglia Mastella ed attuale assessore di Ceppaloni (lo era stato anche nella precedente amministrazione Mastella). Il tentativo è quello di "convincere" chi scrive (con le buone, per il momento) ad acquistare una parte delle quote del Patto in possesso del Comune di Ceppaloni, con la scusa dell'allora molto probabile ingresso nel PDL di Mastella e quindi con il molto probabile futuro avallo del governo nazionale a "versare" una pioggia di milioni per rimpinguare le magre casse di una società "spremuta" per benino chissà da chi ed ora sull'orlo del fallimento. Al diniego di chi scrive ad entrare nell'affare (si trattava di acquistare debiti!), prende corpo l'operazione "D'ORSI". Il novello Magalli sollecita un posto al sole per la sig.ra Eugenia. Ovviamente, la scusa è il partito, l'UDEUR, che improvvisamente ha bisogno di "visibilità". Naturalmente parla per lui il Segretario, Massimo Russo, pronto ad impartire l'ordine, o meglio, l'ultimatum: La D'Orsi pretenda l'assessorato con la minaccia del passaggio all'opposizione.
La signora Eugenia, più o meno ingenuamente, obbedisce...senza un (apparente) giustificato motivo.
LE DOMANDE.
Perchè la D'Orsi, improvvisamente volta le spalle all'Amministrazione?
Perchè Massimo Russo, improvvisamente chiede alla D'Orsi di lasciare la Maggioranza in Consiglio Comunale?
Quale ruolo doveva giocare la D'Orsi in Giunta da assessore e perchè Geppino Russo, invece di pensare ai fatti (drammatici) di Ceppaloni, improvvisamente decide di interferire con le vicende di Roccabascerana?
Perchè la D'Orsi - che ben conosceva le perplessità sul Patto di chi scrive , all'esplicita richiesta di far effettuare delle verifiche contabili a qualche esperto in materia fallimentare di sua conoscenza, decide improvvisamente di mettere nero su bianco la sua appartenenza e la sua lealtà alla famiglia Mastella e all'UDEUR, uscendo di punto in bianco dalla maggioranza che pure aveva sostenuto con forza per tre anni?
LA RISPOSTA.
Boh.
Tanto si doveva, per conoscenza ed amore di verità.
martedì 28 luglio 2009
venerdì 17 luglio 2009
giovedì 16 luglio 2009
sabato 11 luglio 2009
"Dunque, dove eravamo rimasti?"

"Potrei dire moltissime cose e ne dirò poche". Enzo Tortora
A gentile richiesta, riprendo carta e penna, pardon, tastiera e monitor, per continuare in questo percorso mediatico, ringraziando quei sette lettori di questo blog che mi hanno sollecitato a leggere e commentare fatti e notizie d'Irpinia e d'Italia. Confesso di non essermi ancora ripreso del tutto dal quel 6 e 7 giugno scorso...Quante cose sono cambiate da allora (e chi se ne è accorto?). Presidenti che vanno, vicepresidenti che restano, europarlamentari che risuscitano, segretari che pagano. La solita italietta, il solito balletto degli scaltri di sempre. Ma qualche novità c'è. C'è che (forse) è finita la guerra. Bilancio: nessun morto, ma molti sono i feriti rimasti sul campo (nell'orgoglio, si intende!). Ne sanno qualcosa gli aspiranti consiglieri provinciali, in particolare quelli del Collegio di San Martino. Eppure voglia di ricucire c'è, se ne parla da un pò. Staremo a vedere. Nel frattempo sono debitore di un caffè con qualcuno per aver scommesso su questo centro-sinistra. Buona domenica!
sabato 6 giugno 2009
venerdì 5 giugno 2009
Ma non si vergogna? El Pais pubblica le foto di Villa Certosa: uno scandalo senza precedenti in Italia!

Las fotos vetadas por Berlusconi
da El Pais del 5.6.09
En agosto de 2008, Berlusconi aprobó un reglamento nuevo por el que los vuelos de Estado se extendía a diferentes categorías de acompañantes, en función de las necesidades del primer ministro (...) Las fotos de Villa Certosa revelan que en la mansión se vive un ambiente desinhibido, vigilado por fuertes medidas de seguridad. El propio Silvio Berlusconi declaró que un hombre que aparece en las fotos de Zappadu es el ex primer ministro checo Mirek Topolanek. Este diario no ha podido comprobar la identidad del hombre que aparece desnudo en una de las imágenes.
giovedì 4 giugno 2009
lunedì 1 giugno 2009
Il Times: "Cade la maschera del clown"
Delle vicende del Cavaliere si occupano anche Liberation, El Pais

da "Repubblica del 1.6.09
di Enrico Franceschini
"Cala la maschera del clown", s'intitola l'editoriale del Times, il secondo su questa vicenda dopo quello altrettanto duro del 18 maggio, pubblicato al primo posto fra i tre commenti del giorno nella pagina degli editoriali. "La qualità del governo Berlusconi non è una questione privata", afferma il sottotitolo. "L'aspetto più sgradevole del comportamento di Silvio Berlusconi non è che è un pagliaccio sciovinista, né che corre dietro a donne di 50 anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrire loro posti di lavoro come modelle, assistenti o perfino, assurdamente, come candidate al Parlamento europeo", comincia l'articolo. "Ciò che è più scioccante è il completo disprezzo con cui egli tratta l'opinione pubblica italiana. Il senile dongiovanni può trovare divertente agire da playboy, vantarsi delle sue conquiste, umiliare la moglie e fare commenti che molte donne troverebbero grottescamente inappropriati. Ma quando vengono poste domande legittime su relazioni scandalose e i giornali lo sfidano a spiegare legami che come minimo suscitano dubbi, la maschera del clown cala. Egli minaccia quei giornali, invoca la legge per difendere la propria 'privacy', pronuncia dichiarazioni evasive e contraddittorie, e poi melodrammaticamente promette di dimettersi se si scoprisse che mente" (continua)

da "Repubblica del 1.6.09
di Enrico Franceschini
"Cala la maschera del clown", s'intitola l'editoriale del Times, il secondo su questa vicenda dopo quello altrettanto duro del 18 maggio, pubblicato al primo posto fra i tre commenti del giorno nella pagina degli editoriali. "La qualità del governo Berlusconi non è una questione privata", afferma il sottotitolo. "L'aspetto più sgradevole del comportamento di Silvio Berlusconi non è che è un pagliaccio sciovinista, né che corre dietro a donne di 50 anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrire loro posti di lavoro come modelle, assistenti o perfino, assurdamente, come candidate al Parlamento europeo", comincia l'articolo. "Ciò che è più scioccante è il completo disprezzo con cui egli tratta l'opinione pubblica italiana. Il senile dongiovanni può trovare divertente agire da playboy, vantarsi delle sue conquiste, umiliare la moglie e fare commenti che molte donne troverebbero grottescamente inappropriati. Ma quando vengono poste domande legittime su relazioni scandalose e i giornali lo sfidano a spiegare legami che come minimo suscitano dubbi, la maschera del clown cala. Egli minaccia quei giornali, invoca la legge per difendere la propria 'privacy', pronuncia dichiarazioni evasive e contraddittorie, e poi melodrammaticamente promette di dimettersi se si scoprisse che mente" (continua)
giovedì 28 maggio 2009
Die schönen Schwächen des Cavaliere

dal "Die Welt" - 27 Mai 2009
di Von Paul Badde
Ganz Italien empört und belustigt sich an Silvio Berlusconis angeblicher Affäre mit einer 18-Jährigen. Ist der Regierungschef tolldreist? Oder ein armer Greis? Sicher ist: Auch am Pranger ist er der Premier der Herzen
(...) Hier haben es sehr viele gern eine Nummer kleiner und menschlicher, besonders in diesen ersten heißen Tagen, wo die Plätze der italienischen Städte bevölkert werden von einer Unzahl bildschöner Noemis mit Engelsgesichtern, wo das Halsverdrehen von Jung und Alt oft bis zum Abend kein Ende nehmen will. Wer mag da also - bis auf die Opposition, die Veronica Larios Steilvorlage seit drei Wochen in ein Tor zu verwandeln sucht - kein Nachsehen haben mit dem armen Silvio, dass es ihm immer noch ähnlich geht? Denn verkörpert er nicht das andere realistische Italien? Die große Hoffnung, dass nicht immer alles ganz gerade sein muss, um am Ende doch noch ans Ziel zu kommen; dass Rechnungen aufgehen können trotz kleiner Ungenauigkeiten - und dass es deshalb sogar gut gehen und gelingen mag, wenn der Premier selbst den Staat so betrachtet und behandelt, wie es fast jeder Italiener mit dem Finanzamt versucht. Bei der Europawahl erwartet seine Partei jedenfalls ein Traumergebnis um die 40 Prozent - wo ihm manche wohl nicht nur seiner Heldentaten und angeblichen Untaten wegen, sondern auch aus Mitleid ihre Stimme geben werden.
"tutta l'Italia segue tra sdegno e divertimento il presunto affair di Silvio Berlusconi con una diciottenne. Anche quando alla berlina, è il premier dei cuori. Berlusconi incarna l'Italia reale, la speranza che non tutto deve essere sempre corretto e pulito pur di raggiungere l'obiettivo che ci si propone. Alle Europee - prosegue Badde - il suo partito si aspetta comunque un risultato da sogno attorno al 40 per cento. Alcuni voteranno per lui anche per compassione" (traduzione di "Repubblica" del 27.5.09).
mercoledì 27 maggio 2009
Baleful influence of Burlesque cronies

From Financial Times - May 26 2009
Fascism is not a likely future for Italy. That is worth saying, because it is being forecast. Many assume that the financial crisis plus Silvio Berlusconi equals a return to fascism. It did, after all, start there (...).
But the danger of Berlusconi is of a different order to that of Mussolini. It is that of media sapping the serious content of politics, and replacing it with entertainment. It is of a ruthless demonisation of enemies and refusal to grant an independent basis to competing powers. It is to place a fortune at the service of the creation of a massive image, composed of assertions of endless success and popular support.
That he is so dominant is partly the fault of a faltering left; of weak and sometimes politicised institutions; of journalism which has too often accepted a subaltern status. Most of all it is the fault of a very wealthy, very powerful and increasingly ruthless man. No fascist, but a danger, in the first place to Italy, and a malign example to all.
The real sin of Silvio Berlusconi

From Financial Times May 27, 2009
(...) His first, short-lived government in 1994 achieved nothing. His five-year spell in power from 2001 to 2006 was notable mainly for its failure to introduce the liberalising reforms that Italy desperately needs to make itself competitive in the eurozone. Now, he is presiding over a slump that the International Monetary Fund thinks may make Italy the only eurozone country to experience three consecutive years of recession from 2008 to 2010.
Worst of all, Italy’s public debt is set to soar to 116 per cent of gross domestic product by 2010, according to the European Commission. In other words, Italy will be back where it was in the late 1990s.
Noemi or no Noemi, this is Berlusconi’s real sin.
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