mercoledì 6 gennaio 2010

COSA RESTERÀ DEGLI ANNI ZERO


da "Repubblica" del 04 gennaio 2010

di JOAQUÍN NAVARRO-VALLS*

*Giornalista e medico spagnolo. È stato il direttore della sala stampa della Santa Sede dal 1984 al 2006. Ha rassegnato le dimissioni l'11 luglio 2006. Papa Benedetto XVI ha nominato come suo successore il reverendo gesuita Federico Lombardi. Fonte Wikipedia


Con questi primi giorni di gennaio inizia il primo decennio del nuovo millennio.E si chiude un anno difficile per il mondo. Non è facile stabilire quale accadimento abbia contraddistinto veramente gli ultimi dodici mesi, anche perché - come spesso avviene - la trepidazione dell' immediato dà illusioni che portanoa sopravvalutare alcuni avvenimenti fino a renderli molto più importanti di quello che sono realmente (...) Il secolo appena concluso è stato dominato da ideologie che si sono servite della forza e della violenza privata o collettiva per realizzare tragedie immani, pur volendo portare nella storia solo grandi ideali. Nel nuovo secolo, al contrario, ci troviamo davanti una situazione in cui avviene l' esatto opposto, benché sia ancora una volta la violenza a dominare la scena. Pur non essendovi più né motivi ideologici, né interessi nazionalistici da difendere, la contesa tra esseri umani semina morti lo stesso in quasi tutti i luoghi del pianeta, l' ostilità non lascia in pace nessuno, diffondendosi ovunque nel mondo globale. E ciò accade perché il nostro tempo è guidato da una primitiva e virulenta regressione d' odio, le cui ragioni personali sovrastano i significati storici e politici dei comportamenti collettivi. Oggi, non ci sono più né le dottrine, né i grandi sistemi di pensiero del passato a muovere la bellicosità degli uomini. È la violenza stessa delle persone ad imporsi come unica ideologia dominante; un' onda clandestina ed incontenibile, una forza sotterranea ed immotivata, un' esternazione ultima della follia che si scatena furiosamente anche contro i leader popolari, trasformando tutti noi in vittime mediatiche di un male inconsapevole (...)
L' anno che si conclude ha rivelato di fatto la nuova forza propulsiva acquisita dalla crudeltà, un esplodere delle peggiori passioni senza controllo, diagnosticando il regredire della razionalità personale ad uno strumento subalterno rispetto all' irrazionale esternazione conflittuale dell' odio e della rivalsa. Ed è proprio questo il tema essenziale del nostro tempo. Ed è con questa crisi etica ed antropologica della persona come tale che, alla fine, le nostre democrazie dovranno fare i conti a partire dal prossimo anno, senza perdere neanche un minuto di tempo per colmare l' emergenza formativa che si è creata.

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