martedì 3 novembre 2009
lunedì 2 novembre 2009
Le verità di Natalie e Brenda, ricatto dai primi mesi del 2009

di CARLO BONINI
da "Repubblica" del 2.11.09
(...) Il ricatto a Piero Marrazzo sarebbe cominciato prima del 3 luglio. Interrogato dai carabinieri del Ros, il transessuale "Brenda" racconta infatti a verbale di incontri "nella casa"" del Governatore nei "primi mesi del 2009". Un appartamento che "Brenda" indica nella zona di via Cortina d'Ampezzo e dunque - come gli inquirenti hanno verificato - non la casa della famiglia Marrazzo (una villa a Colle Romano, sulla via Salaria). Qui, a dire di Brenda, il Governatore viene "fotografato" durante incontri cui partecipa anche "Michelle", l'altro transessuale che Marrazzo aveva preso a frequentare durante un soggiorno in Brasile di Natalì. E qui, con le foto, viene anche girato un secondo video (precedente quello del 3 luglio) di cui già esiste traccia nelle testimonianze confidenziali raccolte dal Ros. Michelle, sostiene Brenda, "è da tempo a Parigi". Avrebbe portato con sé quelle foto e, forse, anche il filmato (che pure i carabinieri stanno cercando) (...)
lunedì 26 ottobre 2009
Roccabascerana, dopo il tragico schianto è allarme sicurezza per la curva di Tufara
Roccabascerana: grande partecipazione alle Primarie del PD

Con 170 elettori alle primarie - contro i 74 votanti alle scorse primarie per le provinciali - anche il Popolo di Roccabascerana ha mostrato di voler reagire dall'indifferenza, opponendosi con forza alla deriva populista berlusconiana. Altissima la percenturale dei votanti per Dario Franceschini Segretario (84.3% dei voti validi).
Ecco i dati definitivi:
Nazionale: Franceschini 140 (83%); Marino 6 (3.5%); Bersani 19 (11.1%); nulle 3 (1.7%); bianche 1 (0.5%).
Regionali: Franceschini 135 (79.4%); Bersani 19 (11.17%); Marino 11 (6.47%); nulle 1 (0.5%); bianche 4 (2.35%)
Primarie PD a Roccabascerana: tutti i risultati
sabato 24 ottobre 2009
Così cinque anni fa...

Da "Repubblica" del 3 luglio 2004
"Difficile dire se questa mattina Giulio Tremonti sarà ancora ministro dell' Economia. Perché ieri, a tarda sera, mentre i leader della Casa delle libertà erano riuniti a Palazzo Grazioli per un vertice con il presidente del Consiglio, la poltrona del superministro era più che mai pericolante. Silvio Berlusconi ormai appare rassegnato a concedere la sua testa ad An pur di conservare la propria maggioranza di governo (...)"
Come in un Déjà vu, dopo "appena" cinque anni, Giulio Tremonti rischia di lasciare il dicastero dell'Economia, defenestrato da Berlusconi dopo aver affossato in via definitiva l'economia del Paese. A meno che Bossi, come al solito, non continui a dettare l'agenda del Governo Berlusconi e corra in soccorso del Ministro Tremonti per salvargli il...posto.
Che tristezza! Tutto accade - adesso come allora - sulla testa degli Italiani, la metà dei quali ancora con la memoria troppo corta...
venerdì 23 ottobre 2009
Anche il Consiglio di Stato, dopo il TAR, dà ragione al Comune di Roccabascerana: avanti tutta con la realizzazione del Plesso unico scolastico!

Con la motivazione che "non è dubbia l’esistenza di una situazione di urgenza", anche il Consiglio di Stato, scomodato dopo il TAR di Salerno, ha respinto il ricorso presentato dall'Avv. Alessandro Perrotta per conto di "Agora" che mirava ad "impedire" la realizzazione del Plesso Unico Scolastico di Roccabascerana. Ennesimo ostacolo superato per l'Amministrazione Comunale, difesa dall'ottimo avvocato Massimo Cosenza. AVANTI TUTTA, dunque, nonostante i continui attacchi dei soliti "amici" della nostra piccola Comunità!
LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO
giovedì 15 ottobre 2009
Ecco il bando per l'appalto del Plesso Unico Scolastico di Roccabascerana
E' stato pubblicato la settimana scorsa il bando per l'appalto della realizzazione del Plesso Unico Scolastico di Roccabascerana. Tempo di esecuzione previsto: 360 giorni. Il bando è stato pubblicato anche sulla Gazzetta Ufficiale e sul sito del Comune di Roccabascerana. Per maggiori informazioni, basta collegarsi al sito del comune (http://www.comune.roccabascerana.av.it) oppure rivolgersi al Responsabile dell'Ufficio Tecnico Comunale (tel. 0825993027).


mercoledì 14 ottobre 2009
Silvio, it's Time to Go

By Christopher Dickey - NEWSWEEK
Published Oct 12, 2009
From the magazine issue dated Oct 19, 2009
(...) Berlusconi's policy failures are everywhere. His attempts to improve education have amounted to little more than cost cutting. He's done almost nothing to tackle welfare reform. And despite his rhetoric on taxes—during the last general campaign he promised to lower rates—the government now predicts they will rise this year. During an earlier stint of his as prime minister, Berlusconi's police did help bring down one of Sicily's last powerful godfathers, Bernardo Pro-ven-za-no. But prosecutors in Sicily have so often tried to tie Berlusconi himself to the mob, although they've never made the charges stick, that this undermines his accomplishments (...)
The tragedy is that Italy—a nation of brilliant intellectuals and artists, talented public servants, and creative business leaders—could do so much better. A few names are now being touted as possible successors to Berlusconi: Fiat chairman Luca Cordero di Montezemolo; Gianfranco Fini, the progressive heir to the former Fascist mantle; the economics minister, Giulio Tremonti; Foreign Minister Frattini; and Mario Draghi, governor of the Bank of Italy. But after years of indictments, investigations, leftist infighting, right-wing race baiting, and Berlusconi's habit of sucking up all the air in the center, true saviors for Italy are in very short supply.
The ultimate blame may lie with ordinary Italians. Author Umberto Eco wrote last month that the Italian public has accepted Berlusconi, and will accept the gagging of the press. "So why write about this when most Italians know very little—because the media, so tightly controlled by Berlusconi, tell them very little?" Eco asked. "The answer is simple. In 1931, Mussolini's Fascist regime made all 1,200 university professors swear fidelity. Only 12 refused, and lost their jobs … Those 12 saved the honor of our universities—and of our country. That's why you have to say no, even when it may do no good."
And that's why Italy must say no once more. And tell Silvio it's time to go.
venerdì 9 ottobre 2009
mercoledì 7 ottobre 2009
Berlusconi faces fight for career as top Italian court strips him of immunity

From Times Online October 7, 2009
Silvio Berlusconi suffered perhaps the greatest setback in his long career today when Italy's top court stripped him of immunity from prosecution.
The verdict, from the panel of 15 senior judges in the Constitutional Court, will reopen a number of criminal trials against the 73-year-old Prime Minister, who may now face charges over allegations that he paid his former British tax lawyer, David Mills, $600,000 to give false evidence in two trials in the 1990s.
The ruling comes after a string of sex scandals involving the media tycoon, but is likely to prove far more damaging to his 17-month-old Government.
Mr Berlusconi's spokesman said today that the ruling had been politically motivated and said that the Prime Minister fully intended to remain in office. The court had been asked to rule on a law passed by Mr Berlusconi as one of his first acts in government which protects the four most senior office-holders in the country from prosecution.
Specifically, the judges had been asked whether it violated a key principle of the constitution which states that all Italians are equal before the law.
In a hearing which began yesterday, Mr Berlusconi's lawyers used what was quickly dubbed the "Animal Farm defence" after the motto in George Orwell's novel "All animals are equal, but some are more equal than others."(...)
lunedì 5 ottobre 2009
domenica 4 ottobre 2009
E a Porta a Porta va in onda il processo ad Annozero

Da "Repubblica" del 2.10.09
di CURZIO MALTESE
(...) L'uomo che governa l'Italia ha dedicato gli ultimi giorni a escogitare ogni forma di pressione per impedire la presenza in video dell'escort barese. Ha smosso i vertici Rai e il ministro Scajola. A proposito del fatto che "esistono problemi più seri". Fallito l'ultimo e un po' grottesco tentativo di boicottaggio, un papiro di otto pagine con un parere legale catapultato dal direttore di Raidue a Santoro poco prima della messa in onda, Berlusconi è passato alla fase due, la controprogrammazione. Con Bruno Vespa e Maurizio Belpietro nel ruolo di avvocati difensori, come se non avesse abbastanza. Dopo essere stati convocati a palazzo dal premier nel pomeriggio, i due fidi giornalisti hanno dato vita ieri sera a un'incredibile puntata di Porta a Porta dedicata a smontare il programma appena andato in onda sull'altra rete Rai (...)
Patrizia D'Addario ha avuto la sfortuna di andare a letto con il presidente del consiglio italiano e non con il presidente Usa, quindi non è stata pagata dalla Rai. È andata da Santoro gratis, dopo aver "sputtanato Berlusconi in mondovisione", per usare l'espressione di Belpietro. Ha raccontato la sua storia, la sua storia sbagliata e proibita nell'"harem del presidente". L'harem di venti ragazze che gli portava a palazzo l'amico e compagno di merende Giampi Tarantini (...)
Tutte vestite, truccate, pagate uguali, costrette poverine a vedere il filmato celebrativo, convocate dallo stesso sogno di una celebrità qualsiasi ottenuta in qualsiasi modo. Al di là della politica, delle inchieste, dello stesso caso Berlusconi, è come se le parole di Patrizia facessero cadere un sipario e mostrassero quello che c'è dietro l'Italia visibile e vista in questi decenni, dietro l'eterno spettacolo televisivo, dietro tutte le domeniche in, tutti i talk show, tutti i grandi fratelli di questi anni, la finta allegria, il falso successo. Un mondo di solitudine, di vuoto, d'infinito squallore.
venerdì 2 ottobre 2009
giovedì 1 ottobre 2009
Omissioni, ritardi e mezze frasi, la realtà falsa raccontata dal Tg1

di CARMELO LOPAPA
Da "Repubblica" del 1.10.09
"È un complotto", "una trama eversiva", "una manovra indegna". Il refrain è quotidiano, il tam tam martellante. Giorno dopo giorno diventa il mantra scaccia-guai che, servizio dopo servizio, le telecamere del Tg1 affidano ora allo sfogo estemporaneo del presidente del Consiglio, ora alla diligente voce del coro di onorevoli e portavoce. L'informazione passa attraverso parole sguainate come spade, confusi botta e risposta tra politici, passa attraverso il silenzio sui fatti, sui nomi. Patrizia D'Addario non esiste, ignorati gli affondo dei vescovi. Inchieste, scandali, festini, escort, manganellate a mezzo stampa mai realmente raccontati al grande pubblico. E' così da Noemi a Veronica, dalle veline al caso Boffo (...)
« Silvio Berlusconi tocca il cielo con un dito. Non si aspettava un successo del genere. Come pure non si aspettava il veleno, le accuse e gli insulti che gli hanno riversato addosso in questi giorni i suoi alleati. E visto che l’uomo risponde alle difficoltà come un leone, in quattro e quattrotto come quando è sceso in campo nel ‘94 ha deciso di rivoluzionare lo scenario politico italiano: un nuovo partito, un ritorno al proporzionale sul modello tedesco, fine del bipolarismo e, magari, nuove alleanze. Con il nuovo partito della libertà, ovviamente, al centro degli equilibri politici del Paese. »
( Augusto Minzolini, La Stampa, 19/11/2007, Fonte Wikipedia)
mercoledì 30 settembre 2009
martedì 29 settembre 2009
Complotto sotto il mare

di Riccardo Bocca
Da "L'Espresso" del 17.9.09
Rifiuti tossici inabissati in mare. Con coperture eccellenti. In un giro di auto diplomatiche e soldi in Svizzera. Le nuove rivelazioni del pentito della 'ndrangheta che ha fatto trovare il primo relitto.
(...) Secondo Fonti, un altro politico di primo piano avrebbe avuto un ruolo nel grande affare dei rifiuti pericolosi. "Si tratta dell'ex segretario della Dc Ciriaco De Mita, indicatomi a metà Ottanta da Misasi per trattare in prima persona il prezzo degli smaltimenti richiesti dallo Stato". Stando al pentito, lui e De Mita si sono visti "tre o quattro volte" nell'appartamento del politico a Roma, dove il boss fu accolto "con una fredda gentilezza". Nella prima occasione, ricorda, "mi fece sedere in salotto e disse: ?Sono soltanto affari??; frase che mi ha ripetuto negli incontri successivi, come a sottolineare un profondo distacco tra il suo ruolo e il mio". Fatto sta, continua Fonti, che "concordammo i compensi per più smaltimenti ". Poi, quando l'affondamento o l'interramento delle scorie veniva concluso, "l'agente Pino ci segnalava la banca dove potevamo andare a riscuotere i soldi "?. Denari accreditati "su conti del signor Michele Sità, un nome di fantasia riportato sui miei documenti falsi. Andavo, recuperavo i contanti e li consegnavo alla famiglia Romeo di San Luca, dove ricevevo la mia parte: circa il 20 per cento del totale".
Da parte sua, l'ex segretario della Dc Ciriaco De Mita nega qualunque rapporto con Fonti: "Smentisco nella maniera più netta", commenta, "le affermazioni di una persona che non credo di conoscere. Porterò questo individuo innanzi al tribunale per rispondere penalmente e civilmente delle sue calunniose dichiarazioni". Vero è, specifica De Mita, "che Misasi era mio amico, e che abitava sotto di me, ma tutto il resto non ha assolutamente senso" (...).
L'editto milanese

di MASSIMO GIANNINI
da "Repubblica" del 29.9.09
Le accuse bugiarde e livorose che il presidente del Consiglio ha scagliato domenica contro l'opposizione meritano di essere annotate sull'agenda politica. Valgono come documento per l'oggi e come ammonimento per il domani. Il documento dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, la natura manipolatoria e intimidatoria del berlusconismo. Infiammare la folla del Lido di Milano con il viso trasfigurato e il dito puntato, gridando "vergogna, vergogna, vergogna" all'indirizzo di "questa opposizione che brucia la bandiera americana e quella di Israele e dice "meno sei" dopo la morte dei nostri soldati", è un'operazione di propaganda che tradisce innanzi tutto falsità ideologica e irresponsabilità politica (...).
Nella notte di Berlusconi, più ancora che in quella raccontata da Hegel, tutte le vacche sono nere. Anzi rosse. E in quel "io sono il popolo", in quel "noi dureremo per sempre" e in quel "voi siete fuori dalla storia" si esaurisce l'intera dimensione spazio-temporale della democrazia.
Cosa si può costruire, in questo profondo buio della Repubblica? Quali riforme condivise? Quali piattaforme bipartisan? Per fortuna, dal Quirinale, il capo dello Stato ha ristabilito il principio di realtà. E dopo le parole chiare di Giorgio Napolitano sono apparse goffe, per non dire patetiche, le retromarce tentate dalla solita corte berlusconiana dei Frattini e dei Cicchitto. Ormai il danno, l'ennesimo danno, si è purtroppo compiuto.
Ecco allora l'ammonimento, che oggi è insito nell'"editto di Milano", come ieri lo fu in quello "bulgaro" contro Biagi, Luttazzi e Santoro, e poi in quello "albanese" contro i direttori dei giornali. Chi sogna la "tregua", con questo presidente del Consiglio, sta purtroppo prendendo un drammatico abbaglio. Senza nemici da aggredire, o senza amici da ingannare, il Cavaliere non ha mai regnato. E non regnerà mai.
lunedì 28 settembre 2009
Successo per la Mozione Franceschini a Roccabascerana

Si è svolta domenica 27 settembre l'Assemblea Congressuale Cittadina degli Iscritti al Partito Democratico di Roccabascerana. Eletti Francesco Silvestri e Francesco Russo per la mozione Franceschini, con 27 voti (87%) su 31 votanti (pari ad un'affluenza del 73% degli aventi diritto). Tre voti (10%) sono invece andati alla lista pro Bersani. Una la scheda bianca (3%). Per la corsa alla segreteria regionale, si registrano 19 voti (61%) a Leonardo Impegno, 7 (23%) all'ex Segretario Provinciale Franco Vittoria e 5 voti (16%) al candidato Enzo Amendola. Ai neo eletti Russo e Silvestro, entrambi giovanissimi DEMOCRATICI, gli auguri di un proficuo impegno per la crescita del Partito.
giovedì 24 settembre 2009
Operazione antidroga in Valle Caudina

L'arresto di una coppia di spacciatori sull'Asse Attrezzato di Cervinara, la scorsa settimana, rientra in una più vasta operazione di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti in Valle Caudina. La diffusione di cocaina e di altre droghe è un fenomeno sempre più dilagante tra i giovanissimi del nostro territorio. Un ringraziamento doveroso va indirizzato al Questore di Avellino ed in particolare al neo-commissario di Cervinara, dott.ssa Giuseppina Marino (nella foto) per la determinazione dimostrata nell'azione di contrasto al preoccupante fenomeno della diffusione della droga tra i giovani delle nostre Comunità.
mercoledì 23 settembre 2009
Una messa in rito congolese per l'integrazione fra i Popoli
In una chiesa gremita di fedeli è stata celebrata a Tufara Valle domenica scorsa una bellissima messa in rito congolese, voluta dal parroco Padre Albert per sottolineare l'Universalità della Chiesa Cattolica nel mondo, vero baluardo in Italia per l'integrazione e la solidarietà fra i Popoli della Terra. Molte le ragazze ed i ragazzi di Roccabascerana che hanno indossato i tradizionali abiti congolesi. Un coro etnico ha reso ancora più bella e significativa la celebrazione. Particolarmente toccante è stata la recita del Padre Nostro in lingua Swahili, con i fedeli che hanno gridato a gran voce nel corso della messa le parole "Furah!" (gioia) e "Ammani" (pace). A Padre Albert va il merito di aver saputo con intelligenza dare a tutti noi Cittadini di Roccabascerana e della Valle Caudina una lezione di amore e di solidarietà, all'insegna dell'integrazione fra i Popoli.
domenica 20 settembre 2009
venerdì 18 settembre 2009
Quei ragazzi del sud morti a trent'anni

di Dacia Maraini
da "Il Mattino" del 18.9.09
(...) Il tenente Antonio Fortunato, nato a Lagonegro, (Potenza) 35 anni fa era il comandante della pattuglia, lascia una giovane moglie, Gianna e un figlio di sette anni. Il sergente maggiore Roberto Valente di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) nato nel ’72, doveva lasciare l’Afghanistan a novembre. Era ripartito ieri da Napoli per Kabul dopo una licenza di 15 giorni. Si trovava sul convoglio che lo portava dall’aeroporto alla base militare. Il caporal maggiore Giannantonio Pistonami di Lubriano (Viterbo), da 4 anni in Afghanistan, doveva rientrare in Italia fra 40 giorni. Aveva già subito un attentato. Raccontano che si sia salvato nascondendosi per un giorno intero sotto un camion. Il caporal maggiore Davide Ricchiuto nato nell’83 a Glarus in Svizzera, figlio di emigrati salentini di Tiggiano, autista di mezzi militari, non era alla prima missione in Afghanistan, appena possibile tornava in Paese a casa dai suoi. Il caporal maggiore Massimiliano Randino di Pagani (Salerno), era appena arrivato a Kabul dopo una licenza di dodici giorni, era sposato da 5 anni, era alla terza missione in Afghanistan, aveva 10 anni di servizio alle spalle. Il primo caporalmaggiore Matteo Mureddu, nato a Oristano nel 1983 avrebbe dovuto sposarsi a giugno, ma aveva rimandato per terminare la missione in Afghanistan.
Scorrendo questi nomi non si può fare a meno di notare che sono tutti, meno uno, meridionali, e che sono tutti sui trent’anni e che hanno tutti un posto di responsabilità nell’esercito. Ha un significato? Si potrebbe dedurre che, come succede spesso, coloro che rischiano di più nel nostro Paese sono coloro che nascono in famiglie del Sud, in situazioni difficili, spesso costretti ad emigrare. E questo infonde nei loro animi la voglia di lavorare sodo, di costruirsi una identità attraverso l’adesione a un corpo sociale organizzato. Ma certo, ogni interpretazione è arbitraria in questa scarsezza di notizie, addosso a un evento appena accaduto.
Certamente però si può affermare che questi giovani uomini hanno perso la vita rappresentando l’Italia e si può affermare che il loro sacrificio ci rende più che mai consapevoli che il nostro Paese, con tutti i suoi difetti, le sue mancanze e le sue storture, è la più forte radice del nostro stare al mondo, e si propone al nostro affetto come una unità inscindibile.
Il sacrificio di questi uomini dovrebbe mettere a tacere una volta per tutte le voci stonate di chi si crede geograficamente superiore, e in nome di questa superiorità pretende di dividere il Paese.
mercoledì 16 settembre 2009
martedì 15 settembre 2009
domenica 13 settembre 2009
sabato 12 settembre 2009
Ciao Mike!


(La trasmissione, andata in onda il 26 dicembre 1996, finì su Blob per diverse settimane, perchè il compianto Mike Bongiorno dichiarò pubblicamente di aver terminato tutte le domande quando due concorrenti erano ancora in parità. Un domanda di riserva, preparata durante la pubblicità dagli autori, salvo la trasmissione in extremis).
venerdì 11 settembre 2009
La vergogna impunita: le violenze sulle donne nella Repubblica Democratica del Congo

Dal sito ufficiale www.UNICEF.it
Bukavu (Rep. Dem. del Congo), 28 agosto 2009 - Il Direttore generale dell'UNICEF Ann Veneman, in missione nelle Province orientali della Repubblica Democratica del Congo, ha incontrato alcune vittime di stupri e violenze.
Tra loro una ragazza di 15 anni, che aveva già incontrato nel 2006, durante la sua prima visita in questo paese devastato da povertà e da conflitti.
«Nel 2006 avevo incontrato una ragazza di 12 anni che era stata aggredita e brutalmente stuprata da quattro uomini» ha riferito Ann Veneman. «Non ho mai dimenticato la sua storia. Tre anni dopo, la ragazza è devastata dal dolore fisico e, soprattutto, ho visto nei suoi occhi una straziante angoscia.»
La ragazza non può andare a scuola e non può pagare un medico. È seguita dalle donne della sua comunità, che le assicurano un riparo, ma a volte non hanno neppure di che darle da mangiare.
«Tre anni fa mi aveva detto che, una volta cresciuta, avrebbe voluto diventare suora» ha proseguito la Veneman. «Oggi, alla mia domanda, mi ha confermato che questo è il suo scopo nella vita. La sua scelta dice tutto.»
Ann Veneman ha visitato l'ospedale Panzi, una struttura, finanziata dall'UNICEF, per la terapia delle vittime di abusi sessuali.
Con il fondatore e direttore dell'ospedale, il dottor Denis Mukwege, la Veneman ha incontrato pazienti e operatori del centro, che non solo fornisce cure mediche urgenti, ma è anche un rifugio sicuro per le innumerevoli vittime di stupri e torture.
Nell'ospedale la direttrice dell'UNICEF ha incontrato una giovane donna il cui nome swahili significa 'amore'; ma la vergogna e la disperazione causate dalla violenza sessuale subita le hanno impedito di vivere una vita degna della bellezza del suo nome.
«Questa giovane donna» ha ricordato Ann Veneman «mi ha raccontato di essere stata ripetutamente violentata un anno fa. Quello che mi ha più sconvolto è che dopo essere stata violentata da un primo soldato, un secondo ha preso dalla tasca uno straccio per pulirla e l'ha violentata. E questo si è ripetuto più volte.»
La ragazza ha recuperato fisicamente, ma restano le cicatrici emotive.
Poi, nel giugno 2009, i soldati sono tornati nel suo villaggio e, ha raccontato singhiozzando in modo incontrollabile, è stata ancora una volta stuprata.
«Subire questo due volte è già abbastanza orribile, ma ciò che mi ha detto dopo mi ha spezzato il cuore: il marito la evita e le ha detto che non può rimanere con lei dopo che è stata violentata tante volte.»
mercoledì 9 settembre 2009
Consolati. Rinviata la chiusura di Detroit e Philadelphia?

Da "Americaoggi" del 24.7.09
Consolati chiusi. Consolati aperti. Che succede a Philadelphia e Detroit?
(...) Scrivono in una nota congiunta i deputati del Pd eletti all'estero Franco Narducci, Marco Fedi, Fabio Porta, Gino Bucchino, Gianni Farina, Laura Garavini. "Il testo presentato da Franco Narducci e Aldo Di Biagio ha trovato l'adesione non solo degli altri eletti all'estero del Pd e del Pdl, ma anche di molti esponenti di maggioranza e minoranza. Nella risoluzione si affacciano con grande respiro le molteplici implicazioni che la chiusura di diecine di consolati avrebbero avuto, da quelle di natura economico-commerciale a quelle turistiche, dalla maggiore difficoltà nei rapporti con le autorità dei paesi di residenza alla limitazione dei servizi destinati all'utenza crescente di cittadini italiani, dall'ulteriore appesantimento del lavoro per il personale consolare, progressivamente ridotto e gravato da funzioni sempre più numerose all'irrisorio risparmio di risorse finanziarie".(...) Un sacrificio di circa 410.000 cittadini italiani, che per ottenere i servizi che spettano loro dovranno in futuro affrontare viaggi anche di 500 Km. Si pensi ad esempio agli abitanti delle Isole Frisoni per raggiungere il Consolato Generale di Hannover, subentrante per competenza in caso di chiusura a quello di Amburgo; per non parlare poi di distanze come in Australia, dove i connazionali che finora si rivolgevano al Consolato di Brisbane dovranno arrivare fino a Sydney. Queste sono esigenze tutelate dalla legge sulla cittadinanza ed anche dalla Costituzione della Repubblica Italiana che all'art. 3 recita: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personale e sociali. Un cittadino in Italia infatti per ottenere i servizi che gli spettano si rivolge al proprio comune o alla propria prefettura, senza dover fare chissà quanti chilometri.Perché ciò non deve valere anche per gli italiani all'estero?
domenica 6 settembre 2009
Don't blame Silvio Berlusconi, says Umberto Eco, it's the fault of all Italians
By Umberto Eco
Daily Telegraph, 06 Sep 2009

I feel some hesitation and scepticism about intervening in defence of press freedom. If such a step is necessary, it means that society, and therefore much of the press, is already diseased.
In "robust" democracies there should be no need to defend press freedom, because nobody would ever think to challenge it.
This brings me to a related point: Italy's problem is not Silvio Berlusconi.
History is rich with adventurous men, long on charisma, with a highly developed instinct for their own interests, who have pursued personal power - bypassing parliaments and constitutions, distributing favours to their minions, and conflating their own desires with the interests of the community.
But these men haven't always achieved the power they aspired to, because society did not always permit them. If society has permitted him, why should we blame the man rather than the society which has allowed him to have his way?
So it's useless being angry with Berlusconi who is, in a manner of speaking, just getting on with his job. The vast majority of Italians have accepted the conflicts of interest, the encouragement of vigilante groups and the law granting him immunity from prosecution (...)
Daily Telegraph, 06 Sep 2009

I feel some hesitation and scepticism about intervening in defence of press freedom. If such a step is necessary, it means that society, and therefore much of the press, is already diseased.
In "robust" democracies there should be no need to defend press freedom, because nobody would ever think to challenge it.
This brings me to a related point: Italy's problem is not Silvio Berlusconi.
History is rich with adventurous men, long on charisma, with a highly developed instinct for their own interests, who have pursued personal power - bypassing parliaments and constitutions, distributing favours to their minions, and conflating their own desires with the interests of the community.
But these men haven't always achieved the power they aspired to, because society did not always permit them. If society has permitted him, why should we blame the man rather than the society which has allowed him to have his way?
So it's useless being angry with Berlusconi who is, in a manner of speaking, just getting on with his job. The vast majority of Italians have accepted the conflicts of interest, the encouragement of vigilante groups and the law granting him immunity from prosecution (...)
venerdì 4 settembre 2009
martedì 1 settembre 2009
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